Il parco Diocleziano affonda nel degrado

Erbacce, rifiuti, staccionata divelta e cancelli chiusi da due anni. La Lega denuncia: è una vergogna
LANCIANO. «Una vergogna per l'intera città: l’area è in completo abbandono». È la Lega Lanciano a denunciare le condizioni del parco Diocleziano, cuore del degrado cittadino. Una denuncia che arriva dopo che sono rimaste inascoltate anche le proteste dei residenti dei Bastioni che avevano chiesto da maggio la pulizia dell’area, ormai una boscaglia piena di rifiuti. «Viviamo con la paura di un incendio, tra rovi che arrivano sulla strada, animali che sbucano tra le canne», dicevano i residenti a cui aveva risposto l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna: «La pulizia del verde del parco la faremo entro giugno. Puliremo anche le erbacce che salgono sulle arcate medievali del ponte perché arrivano dal parco». Invece le erbe infestanti che hanno coperto le arcate del ponte sono aumentate arrivando sulla balaustra del camminamento, la vegetazione copre quel che resta di panchine e staccionate rotte, ci sono buste dell’immondizia e i cancelli restano chiusi: lo sono ormai dall’alluvione del giugno 2018 che distrusse i camminamenti e spinse l’ultima gestione privata, la Pro loco, a gettare la spugna.
«Il sindaco Mario Pupillo e la sua giunta, in questi nove anni di mandato», interviene il coordinatore cittadino della Lega Fausto Memmo, «avevano promesso che avrebbero risolto il problema del parco affidando la gestione a società, associazioni e cooperative private in modo da evitare l’abbandono. Ma si è trattato di un fallimento annunciato, a causa degli elevati costi di gestione. Oggi, in quella che potrebbe essere una delle maggiori attrattive della città, regna il degrado: è un ricettacolo di siringhe e sporcizia di ogni genere e luogo pericoloso per i giovani». E la Lega fa una proposta all’amministrazione che ha stimato servono almeno 30.000 euro per sistemare il camminamento centrale, i sentieri e per rendere il parco fruibile: «Serve una un’immediata bonifica dell’area e l’accensione notturna dell’illuminazione», riprende Memmo, «poi la gestione del parco non può essere affidata ai privati: i fondi devono essere trovati da risparmi di bilancio e altre forme di finanziamento che possano consentire di gestire la manutenzione di tutte le aree verdi del Comune. Se questa amministrazione avesse avuto progettualità anziché “vivere alla giornata”, avrebbe potuto avviare, ad esempio, interlocuzioni con le facoltà delle università abruzzesi per progetti inerenti la botanica e lo studio delle essenze arboree e di vegetazione. Ma questo è solo un piccolo esempio rispetto a quanto si sarebbe potuto fare, e non si è fatto». (t.d.r.)

