Il parco tecnologico studia l’idrogeno

Siamo andati nella struttura di Selvaiezzi che funziona e sorge accanto il Centro servizi Val Pescara abbandonato
CHIETI. Dall'ingegner Alberto Santalucia, amministrazione delegato del Parco Scientifico e Tecnologio d'Abruzzo, dopo un nostro articolo che chiamava in causa nel titolo lo stesso parco, abbiamo ricevuto una lettera con l'invito a rettificare quanto rappresentato. Una prima fondamentale precisazione è stata che "l'enorme cattedrale nel deserto attribuita al Parco Scientifico e Tecnologico è invece di gestione diretta della Regione che, fino al 2005 l'ha utilizzata come deposito di documentazione cartacea ed in quell'anno ha bandito ed assegnato al cosiddetto progetto "Cadra" per la digitlizzazione della documentazione di gestione Regionale. Che fine abbia fatto- scrive ancora l'ingegner Santalucia-il progetto e le risorse ad esso assegnate nell'ambito di una gara d'appalto finanziata, esperita, assegnata, ecc. ecc. il Parco Scientifico e Tecnologico non lo sa perché non è stato mai coinvolto nella procedura specifica se non per attività collaterali di accesso all'area".
Stiamo parlando dello stabile "identificato come oggetto di vergogna" che non riguarda il Parco Scientifico e Tecnologico, ma il Centro Servizi Val Pescara, vale a dire "il risultato di un fallito progetto fieristico attivato con fondi Cassa per il Mezzogiorno-Agensud; da sempre il Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo condivide solo il cancello d'ingresso: anche la sola concezione architettonica interna dell'edificio non ha mai avuto alcuna possibilità di utilizzo da parte delle attività sociali del parco". Ovviamente ne prendiamo atto, scusandoci anche se la nota, che voleva appunto denunciare quanto avvenuto per il Centro Servizi ha potuto generale equivoci. L'ingegner Santalucia poi fa sapere che non risponde al vero la notizia che il parco abbia abbandonato la sede di Chieti, ma che "il Parco Scientifico ha la sua sede e i suoi laboratori funzionanti ed attivi". A questo punto siamo andati a "toccare con mano" la realtà offerta a Selvaiezzi dalla struttura, dopo che nel dicembre del 2006 si è insediato l'attuale gruppo di gestione, ricevuti dallo stesso ingegner Santalucia e dal presidente del Consiglio di Amministrazione del Parco Rolando Luberti.
Va subito chiarito che la nuova gestione del Parco ha consentito il recupero di situazioni che avevano messo in palese crisi il progetto regionale del Consorzio Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo oggi diventato Srl, e che ci sono ancora in corso vicende giudiziarie che vedono l'attuale società parte lesa nei confronti di alcuni ex amministratori. Precisa infatti nella richiamata lettera l'ingegner Santalucia che il parco "è attore di una azione di responsabilità (avviata ben prima dell'intervento della Procura) verso taluni amministratori. Il Tribunale di L'Aquila ha già riconosciuto in primo grado (avviato nel 2004 e conclusi nel 2015) le ragioni del Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo ed ora si è in attesa della discussione nell’appello promosso dai soccombenti (udienza rinviata al gennaio 2018)".
Ma torniamo alla visita fatta nella sede di Selvaiezzi. Ci sono attrezzature che consentono alla società di entrare a pieno titolo nel particolare mercato delle prove e misure, con potenzialità di sviluppo considerevoli in tutta l'area abruzzese e non solo, per ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria. Ci sono in corso varie iniziative tra cui merita grandissima attenzione «il progetto idrogeno, in capo ad un consorzio di fatto costituito tra università di L'Aquila, università La Sapienza di Roma, università di Salerno, università Normale di Pisa, università di Messina, Kt Spa, con il Parco Scientifico e Tecnologico inizialmente presente come socio diretto ma che ha ceduto la sua quota al socio Kt Spa, diventando un conto terzi».
Strategie operative tese ad "ammortizzare i debiti pregressi" e a ridare sostanziale equilibrio economico al Parco, per metterlo in condizione di rispondere agli scopi per cui è nato, che sono ancora più che validi. Il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ha preso già contatto con l'attuale dirigenza del Parco prendendo visione dei programmi della società in vista di un auspicato ritorno della Regione all'interno del Parco per dare corpo a progetti già impostati che puntano al rilancio definito del Parco Scientifico e Tecnologico, tenendo conto della situazione esistente non solo in Abruzzo nei confronti della ricerca per aprire nuovi orizzonti non solo al nostro territorio. Il problema finale passa davvero a questo punto nelle mani della Regione, del presidente D'Alfonso e dell'Assessore alle attività produttive Giovanni Lolli, per recuperare tempo e occasioni perdute e raggiungere obiettivi che, per quanto offre il Parco, sono davvero alla portata.

