Il parroco chiude la chiesa e celebra la messa all’aperto

Santa Maria de Cryptis lesionata dal sisma, fedeli costretti a emigrare a valle Da lunedì cerimonie religiose trasferite da Chieti-Torrevecchia a Dragonara
CHIETI. Santa Maria de Cryptis cede alla violenta scossa sismica di domenica mattina. La piccola lesione, già presente lungo la navata della chiesa poco prima dell’abside, si scava più a fondo. È una ferita sul muro che sanguina e che preoccupa, ma il parroco non indietreggia e decide di dire messa all’aperto. «Non potevamo fare altrimenti» spiega don Andrea Sciascia «la lesione era visibilmente più grande così, d’accordo coi fedeli abbiamo deciso di celebrare la messa nel piazzale antistante la chiesa. Una precauzione» tiene a precisare il sacerdote «ma i tecnici della Curia sono stati già allertati per le dovute verifiche».
La parrocchia copre un territorio piuttosto vasto che si estende tra il Comune di Chieti e quello di Torrevecchia Teatina. Una popolazione complessiva di circa 3.500 anime anche se i praticanti sarebbero solo il 10 per cento. Dopo la chiusura della chiesa, fondata nel Sedicesimo secolo, le funzioni religiose sono state trasferite a valle nella vicina Mater Populi Teatini di Dragonara. Ma ciò che più desiderano i fedeli è di tornare presto a condividere il mistero eucaristico a Santa Maria de Cryptis.
«Per ora stiamo tenendo sotto controllo una lesione che in realtà era già presente, ma che con le ultime scosse di terremoto si è approfondita» spiega l’ingegnere che si occupa della ristrutturazione dei beni culturali del’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, Luca Cipollone «lavori di consolidamento delle fondamenta erano stati fatti anni addietro e da un primo sopralluogo la lesione che si è espansa lungo la navata della chiesa, poco prima dell’abside, non dovrebbe essere motivo di grande preoccupazione. Bene comunque ha fatto il parroco a decidere di chiuderla di celebrare la messa all’aperto per una regola precauzionale che va sempre seguita in questi frangenti». Cipollone non sarà il solo esperto a valutare l’entità del danno provocato dalle scosse sismiche, soprattutto quella della scorsa domenica mattina che ha fatto tremare case e abitanti nel Chietino
«Verrà messo in campo un pool di esperti» annuncia Cipollone «che dovrà valutare anche le altre criticità che si sono evidenziate nei luoghi di culto dell’arcidiocesi teatina in seguito al terremoto».
Criticità che sarebbero già emerse nella chiesa di Villamagna e in quella di Casalincontrada, anche se manca ancora l’ufficialità dei responsi .
E sempre nei prossimi giorni la Curia stilerà una sorta di bollettino post-sisma dove verranno elencate le chiese bisognose di interventi.
La nascita della chiesa di Santa Maria de Cryptis, incastonata tra Villa Obletter e Villa Toppi, si perde nella notte dei tempi. Antichi documenti testimoniano che l’edificio di culto era una delle tante chiesette rurali del contado teatino e che divenne parrocchia nel 1568.
«Un punto di passaggio fra il mondo dei vivi e quello dei morti» secondo i fedeli dell’epoca. Nascoste nelle fondamenta della chiesa, infatti, sono state scoperte delle catacombe con ossa appartenenti ad antenati di famiglie originarie del posto probabilmente morte a causa di una epidemia di peste.
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