Il Pd diviso rielegge Di Giovanni segretario

30 Ottobre 2017

Alla maggioranza il 56% dei voti. Mano tesa alla minoranza: «Ora giriamo pagina, lavoriamo per la città»

CHIETI. «Il congresso è finito. Ora bisogna girare pagina e mettere a fuoco un nuovo obiettivo: la città di Chieti». Una pietra sopra, dunque, alle polemiche interne per tornare a lavorare insieme, maggioranza e minoranza: questo l’augurio dell’appena rieletto segretario cittadino del Pd, Filippo Di Giovanni, che l’ha spuntata con il 56%, 261 voti a 208. La stagione precongressuale era stata al vetriolo: dal tentativo di accorpare i due circoli all’ultimo “sgambetto” alla candidatura della minoranza, l’ex sindaco Francesco Ricci, esponente della coalizione che si ritrova intorno al consigliere comunale Alessandro Marzoli. La candidatura Ricci era stata estromessa all’ultimo momento, ma un escamotage escogitato dall’ex consigliere comunale Gabriele Salvatore ha permesso di presentare ricorso al segretario regionale Marco Rapino che lo ha accolto. Ma ora il Pd e il suo segretario cittadino dovranno dimostrare di saper ricucire la spaccatura che vede da una parte il gruppo egemone con Di Giovanni, il consigliere comunale e provinciale Chiara Zappalorto, il neo segretario del circolo scalino Riccardo Petaccia e l’ex assessore Luigi Febo, eletto venerdì scorso presidente provinciale del partito. E dall’altra l’ex sindaco Ricci, che di Febo fu non troppo tempo fa il principale sponsor (come ha ricordato lui stesso nel suo discorso di presentazione della mozione), Marzoli, Salvatore e il neo segretario del circolo di Chieti alta, Luca Caratelli. Di Giovanni ha fatto il primo passo: ha ringraziato pubblicamente Ricci e gli ha teso la mano. «Se vorrà», ha detto, «non avrò difficoltà a lavorare con lui». Un ringraziamento è andato anche all’assessore regionale Silvio Paolucci e al consigliere regionale Camillo D’Alessandro, «che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia». «Da domani voglio essere il segretario di tutti», ha detto Di Giovanni, «la volontà degli iscritti è chiara. Sono stati loro, insieme a tutti quelli che hanno avuto parte attiva nell’organizzazione, i veri protagonisti. Un congresso con quasi 500 persone è un momento straordinario di democrazia e partecipazione. Un fatto unico che certifica la vitalità del Pd a Chieti: un partito che sa discutere, anche con toni aspri, ma che comunque è riuscito a portare alle urne tantissima gente. Ora però il congresso è finito: basta con la politica strillata, cerchiamo di tornare a discutere nelle sezioni per uscire compatti con una voce sola sulla città». (a.i.)