Il Pd e le sue tre anime in cerca di unità

Da una parte ci sono Di Giovanni e Febo, dall’altra Zappalorto e Di Iorio, e poi Marino e Salvatore
CHIETI. Anziché approfittare delle spaccature del centrodestra, il Pd si perde nella dialettica interna. Ci sono almeno tre anime che tirano il partito da una parte e dall’altra, impedendogli di assumere posizioni. La prima è quella di chi rinuncerebbe persino al simbolo pur di allargare coalizione e progetto politico alla città. La seconda non è contraria all’allargamento, ma non rinuncia a giocare la partita, almeno in prima battuta, con lista, simbolo e candidato sindaco da porre al giudizio di una ipotetica coalizione di centrosinistra. La terza è quella che guarda non solo ai movimenti civici, ma anche agli elettori di centrodestra scontenti delle scelte a trazione leghista. Della prima anima fanno parte i consiglieri comunali uscenti Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio, che pensano a un progetto per superare gli steccati politici e puntano sull’ex forzista Stefano Rispoli come candidato sindaco.
Il progetto potrebbe piacere anche agli esponenti della terza anima, anche se il nome di Rispoli non accende l’entusiasmo e quindi cercherebbero altri nomi. In questa terza anima ci sono esponenti politicamente più centristi, come gli ex consiglieri comunali Marco Marino e Gabriele Salvatore.
La seconda anima è quella che al momento appare un po’ più legata ai binari della politica di partito. Vi appartengono il segretario cittadino, Filippo Di Giovanni, che sta facendo la lista del Pd, e l’ex candidato sindaco Luigi Febo. Per loro, il candidato sindaco dovrebbe essere il medico di base e consigliere uscente Diego Ferrara. (a.i.)
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