Il Pd: e ora con Forza Italia mandiamo a casa il sindaco

16 Giugno 2019

Appello di Marzoli ai ribelli: tagli ai servizi e nuovi aumenti, fermiamo Di Primio Resa dei conti in consiglio: basta prese in giro, i dissidenti vadano fino in fondo

CHIETI. «Tra amministratori di Teateservizi che si dimettono uno dopo l’altro, asili che chiudono, scuolabus e servizi inesistenti e cambi di casacca da far girare la testa, ora basta: è arrivato il momento di chiudere questa esperienza amministrativa e riportare al voto la città». Alessandro Marzoli, consigliere del Pd, lancia un appello ai 5 ribelli di Forza Italia: mandiamo a casa Di Primio, così recita il messaggio. Marzoli chiede a Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli, ormai in rotta con il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore Carla Di Biase, di portare la protesta fino in fondo e votare no al bilancio. Domani, dalle 9, la resa dei conti in consiglio comunale: o si approva il bilancio di Di Primio o si torna tutti a casa (dopo una parentesi di commissariamento).
«Il bilancio porterà all’attenzione dell’assise civica nuove misure fortemente penalizzanti per i teatini», dice Marzoli sui nuovi tagli e i nuovi aumenti: dovrebbe chiudere un altro asilo, bollette della Tari più salate e rialzi sulle tariffe dello scuolabus (se il servizio riprenderà). «Per questo», dice Marzoli, «invito i colleghi consiglieri a una reale presa di coscienza sui rischi ulteriori per la città». Il consigliere Pd parla di «indecente teatrino» tra il sindaco Di Primio, autosospeso da Forza Italia, e l’assessore regionale Mauro Febbo, punto di riferimento dei ribelli: «È un gioco delle parti sulle spalle della nostra comunità, stremata da dieci anni di amministrazione che ha lasciato la città con un centro storico vuoto e desolato, la parte bassa abbandonata al suo destino e con gli immobili che hanno visto dimezzare il valore di mercato. Chieti è la città capoluogo in cui si registra la maggiore flessione sui prezzi delle case in tutto il centro Italia. In questa situazione drammatica», prosegue il consigliere, «è vergognoso litigare su dove posizionare le giostre o per una poltrona da assessore. Come il Titanic, la città affonda ma l’orchestra continua a suonare».
Marzoli ipotizza che, alla fine, il bilancio passerà: «La cortina di fumo che si sta alzando in questi ultimi giorni nel centrodestra è un giochino vecchio come il mondo, un’altra maschera di cartapesta che servirà solo a far ingoiare decisioni dolorosissime con l’approvazione del bilancio che, purtroppo, arriverà. E arriverà per responsabilità di chi, solo oggi, alza la voce ma per dieci anni è stato a guardare e che, comunque, domani voterà favorevolmente. Spero di essere smentito dal gruppo di Forza Italia. Vedremo se sarà stata l’ennesima presa in giro finalizzata solo a mantenere rendite di posizione o una reale presa di coscienza del fallimento della giunta Di Primio». Marzoli invoca il ritorno alle elezioni: «Serve un ricambio totale di tutti coloro alla guida nelle energie, nelle persone e nelle idee». (p.l.)