Il Pd lancianese sceglie Bonaccini

Al congresso il 64% degli iscritti ha votato per il governatore dell’Emilia Romagna
LANCIANO. Il Pd lancianese sceglie Stefano Bonaccini. Si è svolto domenica il congresso cittadino del Partito democratico per indicare uno dei quattro candidati alla segreteria nazionale del partito in corsa per sostituire il segretario uscente Enrico Letta. Quattro i candidati: il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la deputata Elly Schlein, l'ex presidente del partito Gianni Cuperlo e l'ex ministro Paola De Micheli.
Per il 64% degli iscritti lancianesi al Pd la scelta è caduta sulla mozione Bonaccini, illustrata dal consigliere regionale Silvio Paolucci. La deputata Schlein, la cui mozione è stata sostenuta da Tommaso Sarchese, ha invece raggiunto il 29% delle preferenze, mentre Cuperlo, la cui mozione è stata presentata dall'assessore al Comune di Chieti, Enrico Raimondi, si è fermato al 7%. Nessuno ha scelto De Micheli. Il segretario provinciale del Pd, Leo Marongiu e la segretaria cittadina Rosetta Madonna hanno scelto di mantenere un profilo basso per non influenzare le scelte, ma tra gli iscritti diversi nomi eccellenti si sono spesi per l'una o l'altra corrente. A cominciare dall'ex assessore alla cultura Marusca Miscia, il consigliere Lorenzo Galati e gli iscritti Alessandro Bianco, Alessandra Rapino, l'ex presidente di Lancianofiera, Franco Ferrante che sostengono il governatore dell'Emilia Romagna. Per Cuperlo si è schierato il segretario della Cgil-Spi Antonio Iovito. Nei giorni scorsi si è formato invece il comitato cittadino per la deputata Schlein di cui fanno parte, oltre a Sarchese, Aquilino Mancini, Silvana Didone, Bernadette Cibotti, Mirella Spinelli, Luis Craciun, Mara Merlino, Adriano Gaeta, Antonino Di Battista, Giovanni Vespasiano, Francesca Iannucci.
«Una grande soddisfazione questa mobilitazione capillare del Pd della provincia», ha commentato Marongiu, «con oltre 25 congressi di circolo ed oltre 30 seggi per le primarie del Pd del 26 febbraio: è il segno di una comunità che si ritrova, crede alla costruzione di un'alternativa vera alla destra che non può prescindere da un forte Pd nei Comuni, in Regione e come contrasto al governo che dopo tante promesse non è riuscito a dare risposte sul caro energia, caro carburante ed è già diviso. Il Pd invece, deve imparare dai propri recenti errori e tornare ad essere perno di una grande e nuova coalizione di forze progressiste e democratiche». (d.d.l.)
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