Il Pd scende in campo in difesa dell’ospedale

24 Novembre 2017

Febo e Zappalorto firmano un ordine del giorno per il Dea di II livello Spunta l’ipotesi di trasferire al policlinico la Neurochirurgia pescarese 

CHIETI. Sostenere la realizzazione Dea di secondo livello tra Chieti e Pescara, valorizzare l’università d’Annunzio proprio in collegamento con l’innalzamento qualitativo della sanità locale, chiedere una commissione tecnica sulla valutazione dell’impatto economico della realtà sanitaria locale.
È quanto chiede l’ordine del giorno sulla sanità firmato dai capigruppo della lista civica Chieti per Chieti e del Partito democratico, Luigi Febo e Chiara Zappalorto che scendono in campo a difesa dell’ospedale teatino e chiedono al sindaco Umberto Di Primio di fare altrettanto. L’ordine del giorno mira infatti ad impegnare il sindaco, nel suo ruolo di presidente del Comitato ristretto dei sindaci Asl, a «sostenere in sede di Comitato la proposta del modello assistenziale di integrazione funzionale tra i presidi ospedalieri di Chieti e Pescara», si legge nell’ordine del giorno. Per quanto riguarda l’ateneo, i due consiglieri vogliono impegnare il sindaco a «sostenere nelle sedi istituzionali la valorizzazione del ruolo e delle funzioni dell’università, in termini di inscindibilità delle funzioni di didattica, di ricerca e di assistenza, e conseguentemente la specificità di tale standard qualitativo per l’identificazione di una struttura Dea di II livello come requisito espressamente previsto dal decreto ministeriale». La terza richiesta riguarda la Commissione tecnica, istituita ma mai portata a termine, sulla sanità locale. La Commissione avrebbe dovuto realizzare uno studio analitico sull’impatto economico delle decisioni da prendere. «Il cronoprogramma per l’attivazione dell’integrazione funzionale», scrivono Febo e Zappalorto nell’ordine del giorno, «prevede oltre allo studio di fattibilità una valutazione di impatto economico che si traduce in una analisi dettagliata se sia più oneroso per il bilancio regionale, in termini di impegno di risorse finanziarie, trasferire la struttura di Cardiochirurgia e quella di Rianimazione Cardiochirurgia da Chieti a Pescara o più semplicemente trasferire la struttura di Neurochirurgia dal presidio ospedaliero di Pescara a quello di Chieti». (a.i.)
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