Il Pd: un atto accusa Di Primio

30 Giugno 2015

Febo: Asl e prefettura gli chiesero di attivarsi. Il sindaco: soloni del giorno dopo

CHIETI. Il Pd riparte da quelle comunicazioni tra Asl, Arta e Prefettura che si concretizzarono in due lettere al Comune di Chieti, da parte prima della Asl e poi del prefetto, perché mettesse in sicurezza la discarica di colle Sant’Antonio. Le due lettere sono del marzo e dell’aprile 2014. Si scriveva esplicitamente che fosse «indispensabile procedere alla messa in sicurezza dell’area”, anche alla luce di un «rischio incendio». «Allarme rimasto inascoltato», ha sentenziato l’ex candidato sindaco Luigi Febo, insieme ai consiglieri comunali Alessandro Marzoli e Chiara Zappalorto e all’ex sindaco Francesco Ricci. Febo, che ha presentato un’interrogazione che richiama il sindaco Umberto Di Primio alle sue responsabilità (verrà discussa lunedì nel primo consiglio comunale della nuova consiliatura), ha ricostruito la storia di come un anno fa la vicenda della discarica abbandonata è tornata all’attenzione degli enti. Tutto sarebbe partito dalla segnalazione in Prefettura da parte di un privato cittadino, Gianni Aceto, nel febbraio del 2014. La Prefettura si è subito attivata scrivendo a sua volta alla Asl che a marzo scorso ha fatto un sopralluogo. Gli esiti dell’indagine sono stati comunicati all’Arta e alla stessa Prefettura. Di qui la richiesta al Comune, di Asl e prefetto, di attivarsi. Richiesta, accusano dal Pd, assolutamente inevasa. «E questo», rincara la dose Marzoli, «nonostante abbiamo assistito a una campagna elettorale in cui ci si è vantati dell’attenzione all’ambiente di questa amministrazione. Tutte chiacchiere e nessun risultato«. «Troppo facile stare davanti a facebook o all’opposizione», replica secco Di Primio alle accuse, non solo del Pd, di non essersi attivato in maniera efficace per evitare il rischio incendio. «Io oggi ho la responsabilità di capire cosa è successo. Certo non potevo evitare l’azione di un piromane, se così è stato, o di qualcuno che aveva intenzione di cancellare prove. Facile fare i Soloni dopo. A questo punto mi chiedo perché loro nel 2009 non si siano costituiti parte civile al processo».

A quest’ultima sollecitazione aveva risposto in maniera preventiva l’ex sindaco Ricci, secondo cui il processo era partito quando c’era già Di Primio. Cosa che il sindaco, invece, smentisce citando la data l’udienza, il 29 settembre 2009. Il sindaco ha infine assicurato che il Comune aveva avviato una “attività amministrativa” sul problema discarica. (a.i.)