Il pensiero alla Shoah contro ogni razzismo

LANCIANO. «La memoria deve essere un percorso di educazione civica e sociale, altrimenti corriamo il rischio di dimenticarci i pregiudizi e i razzismi dai quali siamo contornati ancora oggi». È il...
LANCIANO. «La memoria deve essere un percorso di educazione civica e sociale, altrimenti corriamo il rischio di dimenticarci i pregiudizi e i razzismi dai quali siamo contornati ancora oggi». È il monito lanciato dal sindaco Filippo Paolini in occasione della celebrazione della Giornata della memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. La cerimonia si tiene nel Parco delle memorie, dove si radunano rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni combattentistiche e d’armi, dell’Anpi Lanciano, dell’Ucri (Unione comunità romenès in Italia). Ci sono lo storico Mario Salvitti, il vicesindaco Danilo Ranieri, i consiglieri comunali, i segretari provinciale, Leo Marongiu, e cittadino, Rosetta Madonna, del Pd, che nel pomeriggio organizza un incontro di musica e parole alle pietre d’inciampo. Due corone di alloro vengono deposte alla targa che ricorda il campo di internamento di Villa Sorge e al monumento al Samudaripen, il genocidio di rom e sinti.
«A distanza di tanti anni si corre il rischio di dimenticare, perché quasi più nessuno ha memoria diretta di quei fatti», continua Paolini, «bisogna vivere queste giornate in maniera più ampia, non solo con una cerimonia commemorativa, importante perché i simboli sono importanti, ma anche dentro di noi, riflettendo sulla natura umana, e nelle scuole». L’associazione “1.000 alberi per Lanciano” ha piantato nel parco due siliquastri. «L’albero è testimone del tempo nei secoli e custode della memoria», sottolinea il presidente Franco Mastrangelo, «simbolicamente è una delle immagini più forti ed efficaci, soprattutto in una giornata in cui la memoria è protagonista». (s.so.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

