Il pentito ammette: «Spacciavo»
Resta in cella il collaboratore di giustizia. Scarcerata una donna
LANCIANO. Ha ammesso di aver spacciato droga A.P., il collaboratore di giustizia napoletano arrestato dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Doppio gioco”. Il 43enne è stato ascoltato ieri mattina nel carcere di Sulmona, dove è stato condotto in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Massimo Canosa. Il pentito non ha negato le proprie responsabilità, ammettendo una ventina di cessioni di cocaina che la Procura di Lanciano gli contesta. Come emerso dalle indagini dei carabinieri di Lanciano A.P., sebbene godesse di particolari tutele da parte dello Stato (da qui il nome dell’operazione), aveva messo in piedi un’attività di spaccio che avveniva per lo più nelle vicinanze di un bar. Il 43enne si guardava bene dal tenere la droga in casa propria, ma la affidava ad alcuni custodi. Con questa accusa i militari del Nucleo operativo e radiomobile, martedì mattina, hanno tratto in arresto in flagranza di reato A.R., 46 anni, a casa della quale erano stati trovati sei involucri contenenti 160 grammi di cocaina nascosti nel controsoffitto. Ma ieri la donna è tornata in libertà: il gip ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari. «La mia assistita non ha attinenza con i fatti contestati», dice l’avvocato Marco De Angelis, «la signora ha ricevuto da A.P. una cassetta chiusa a chiave, della quale ignorava il reale contenuto. A lei era stato chiesto di custodire dei soldi poiché questa persona temeva potessero rubarglieli. Ignorava anche la sua reale identità». A.R., tuttavia, rimane indagata per detenzione e spaccio di stupefacenti. Nell’indagine sono indagati anche F.G., 35 anni, e M.B., 45. (s.so.)

