Il perito: la villetta esplose per un buco nel tubo del gas

CHIETI. La causa è certa. Le responsabilità no. E’ stato un minuscolo buco nel tubo, che portava il gas dal bombolone esterno nel seminterrato, a causare la tragedia di San Salvatore. Il gas saturò...
CHIETI. La causa è certa. Le responsabilità no. E’ stato un minuscolo buco nel tubo, che portava il gas dal bombolone esterno nel seminterrato, a causare la tragedia di San Salvatore. Il gas saturò il locale del bruciatore e l’accensione dell’autoclave fece esplodere la villetta. Era il 24 novembre del 2013, Rita Del Ponte, segretaria dello studio legale Rocchetti, morì tra le macerie, mentre la figlia, Federica Cicalini, si salvò per miracolo. A causare quel minuscolo buco, fotografato dai periti, fu un effetto galvanico, una corrente elettrica generata dalla differenza di potenziale tra due materiali diversi, in questo caso acqua e metallo. Ma è solo una parte delle conclusioni della perizia che il gip, Antonella Redaelli, ha affidato, in fase di incidente probatorio, al maggiore Paride Minervini, coadiuvato dall’ingegner Mario Aversa. La perizia è stata illustrata ieri mattina e segna finalmente una svolta nell’inchiesta per omicidio colposo, incendio e disastro colposo, nei confronti di sette indagati, idraulici, elettricisti e tecnici del gas. Gli atti adesso tornano al pm che dovrà chiudere il caso chiedendo il rinvio a giudizio per alcuni degli indagati e il proscioglimento di altri. Ma non sarà facile perché, sempre dalla perizia, è emerso un quadro di responsabilità diffuse come il fatto che il bombolone fosse stato riempito oltre la sua capacità oppure che l’impianto non avesse il certificato di prevenzione antincendio.
Sempre i periti definiscono non a norma l’impianto e tirano in causa lavori di edilizia eseguiti dopo la posa in opera del tubo interrato del gas eroso dall’effetto galvanico. Lo stesso bombolone è stato definito ricondizionato. Mentre nel punto il cui il tubo si è forato si sarebbe verificata anche una perdita d’acqua che avrebbe accelerato la creazione del buco. In sintesi, per i periti, quell’impianto non poteva essere acceso. Ma le responsabilità sembrano essere multiple.

