«Il personale di Teateservizi va tagliato»

Allarme del direttore Barbone in alcune lettere riservate: le spese per i dipendenti devono essere ridotte di 440mila euro
CHIETI. Il nuovo amministratore unico di Teateservizi che sta per prendere il posto del dimissionario Carlo Festa si troverà a gestire una società in perdita, che ha accumulato milioni di debiti, che deve comprimere i costi per il personale e dovrebbe rimandare a casa gli interinali. A riferirlo al Comune è lo stesso direttore di Teateservizi Antonio Barbone attraverso due lettere, riservatissime, inviate la scorsa estate al segretario generale Celestina Labbadia, a Festa, al sindaco Umberto Di Primio e all’assessore alle società partecipate Valentina Luise. Sapendo di non parlare in pubblico, Barbone risponde senza nascondersi alle domande che gli vengono poste sia dalla Labbadia che da Festa. Il direttore tira in ballo i debiti accumulati in passato per cui l’azienda si è impegnata a dare all’Agenzia delle entrate 200mila euro all’anno. Barbone ricorda anche l’impegno alla stabilizzazione dei lavoratori, e in particolare l’accordo sindacale per cui «l’azienda si impegna alle assunzioni a tempo indeterminato del personale vincitore di concorso». Stabilizzazione che porterebbe addirittura dei risparmi per la società, ma che si continua a rimandare. Nella stessa lettera, il direttore asserisce anche che «la perdita annua della società quantificabile è in 240mila euro» e che «il costo del personale deve essere necessariamente ridotto». Avendo ridotto tutti gli altri costi, l’unica cosa che si può ancora tagliare è proprio quello. Barbone lo dice a chiare lettere: «Occorre comprimere i costi del personale di almeno 440mila euro all’anno».
I bilanci dei servizi svolti a fine 2018 vedono un problema soprattutto con la piscina che ha fatto segnare ricavi per 546.956 euro, mentre i costi sono stati di 703.039 euro. La perdita è dunque di 156.083 euro. Chiude, invece, con 35mila euro di attivo il settore delle riscossioni (1.453.042 di aggio per i 27.669.672 euro riscossi, a fronte di 1.422.354 euro di costi). In perdita, invece, il servizio delle manutenzioni: meno 63.081 euro. Stessa cosa per il bus navetta all’ospedale (i ricavi sono stati di 52.438 euro, i costi di 65.009 euro). La gestione del parcheggio a Megalò è invece in attivo: i dati partono dall’ottobre del 2018, quando è stato aperto, facendo segnare 22.500 euro di ricavi a fronte di 8.849 euro di costi. In attivo anche i parchi gioco (più 13.650 euro), peccato che il servizio dal 2019 sia passato a Formula Ambiente.
«Abbiamo in gestione lo stadio del nuoto fino a giugno prossimo. È ovvio che stando così le cose», commenta il direttore, «a Teateservizi non convenga continuare a gestire l’impianto sportivo». Impianto che il sindaco Umberto Di Primio ha detto di voler vendere.

