Il piano dell’Aca: più acqua per fermare l’emergenza

La presidente Brandelli annuncia: via ai lavori di ammodernamento sulla rete colabrodo Atteso il via libera della Asl per attivare nuove sorgenti ed evitare i continui distacchi
CHIETI. L’Aca potenzia la captazione dell’acqua dalle sorgenti per venire incontro ai problemi dello Scalo. Dopo le proteste dei residenti, arrivate anche alla ribalta della cronaca nazionale con un servizio di “Striscia la notizia”, la direzione dell’Azienda comprensoriale acquedottistica prova a tamponare la grave emergenza idrica che attanaglia da anni soprattutto la parte bassa della città e annuncia un nuovo punto di presa in sorgente e l’avvio di lavori per riparare le reti colabrodo.
La presidente Giovanna Brandelli ricorda che l’azienda ha preso in mano la gestione della rete idrica teatina solo nel 2017 e che da allora, «consapevole delle perduranti carenze sulla rete gestita in precedenza dal Comune, ha già investito oltre 2 milioni di euro per l’ammodernamento». Il lockdown anti-conornavirus, con le famiglie rinchiuse in casa e costrette a utilizzare una maggiore quantità d’acqua, e un inverno scarsamente piovoso hanno fatto sì che la cronica carenza idrica che si registra in città sia arrivata a livelli insopportabili. I residenti sono tornati da mesi a protestare e hanno deciso di affidarsi a un avvocato per inviare una diffida indirizzata non solo all’Aca, ma anche al Comune, che – secondo quanto sostenuto dalla Regione in una comunicazione indirizzata agli stessi residenti e da questi resa nota anche al sindaco Umberto Di Primio – sarebbe corresponsabile sebbene non abbia più la gestione diretta del servizio.
L’Aca annuncia nuovi lavori: per il nuovo punto di presa in sorgente, l’Azienda però non può muoversi sino a quando non arrivano le autorizzazioni dalla Asl. La Brandelli, alla guida di Aca da meno di un anno, dice infatti di essere «in attesa di uno sblocco da parte della Asl delle procedure di attivazione di un nuovo punto di presa in sorgente». Aspettando la Asl, l’Aca va avanti con gli interventi che può realizzare in proprio: «Per contrastare almeno una prima parte delle consistenti perdite idriche causate da una rete fatiscente e obsoleta sono già in programma», assicura la presidente, «altri interventi per il monitoraggio non invasivo su tutta la rete, riparazioni puntuali e la sostituzione di intere porzioni di condotte allo Scalo. Un impegno arduo, quello dell’ammodernamento di una rete, complicato dal dislivello di quota che induce a impiegare pompe e serbatoi importanti per portare acqua nella parte alta della città. La parzializzazione delle portate notturne è una pratica che riguarda tutti i comuni del gestore e che è sempre stata operata a Chieti. Aca sta facendo continue verifiche sul territorio per rendere più mirata la calibrazione delle portate e venire incontro alle esigenze degli utenti, in un momento in cui l’emergenza sanitaria ha accelerato la crisi idrica che già si prevedeva dopo un inverno senza piogge».

