Il piano regolatore è sotto accusa: «C’è un maxi consumo del suolo»

12 Giugno 2021

Settanta realtà locali e nazionali attaccano il Comune sulla pianificazione prevista lungo il litorale «Colate di cemento all’Acquabella e Ripari di Giobbe, alberghi sull’Arielli e discoteche nella zona nord» 

ORTONA . È allarme sul nuovo piano regolatore generale di Ortona. A lanciarlo è il coordinamento Tu Vi.Va, l’associazione che parla di una «colata di cemento, 900 ettari complessivi di consumo di suolo». Gli ambientalisti denunciano centinaia di migliaia di metri cubi di edificazione con aree di nuova espansione in zone di enorme pregio paesaggistico, come quelle a ridosso delle riserve dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe, nuovi alberghi alla foce dell’Arielli; discoteche nella zona a nord della Stazione di Tollo lungo la strada Postilli-Riccio.
«Sono scelte che fanno a pugni con gli slogan del consumo di suolo zero e con la tutela del paesaggio e del territorio», è senza appello il giudizio sul nuovo piano regolatore di Ortona del coordinamento Tu Vi.Va, che riunisce oltre 70 realtà tra associazioni locali e nazionali per la tutela ambientale e del patrimonio culturale e imprenditori turistici. «Solo a ridosso dei Ripari di Giobbe, dove oggi ci sono distese di olivi centenari, verrebbero costruiti oltre 200mila metri cubi di edifici residenziali». Il coordinamento si appresta a depositare le osservazioni alla Valutazione ambientale strategica al piano regolatore, con termine domani.
«I dati del nuovo Prg sono tutti sballati. A fronte di 23.400 abitanti attuali, il piano è dimensionato per oltre 34mila. Gli stessi proponenti sostengono, peraltro citando dati risalenti al 2001, con evidente sottostima visto l’andamento del mercato immobiliare più recente, che il 20% delle abitazioni non è occupato. In realtà, oltre agli abitanti residenti, bisognerebbe considerare i picchi di presenze connessi a questo tipo di aggressione al territorio, che privilegia la concentrazione dei turisti in pochi e ristretti periodi rispetto alla destagionalizzazione», dicono da Tu Vi.Va. «Le aree alberghiere e per il turismo con strutture fisse, sono previste a ridosso del mare». Il coordinamento chiede al Comune di rivedere radicalmente queste scelte. «Inoltre facciamo appello all’intervento degli enti sovra-ordinati, dalla Soprintendenza alla Regione fino al ministero dell'Ambiente», concludono gli ambientalisti, «per evitare questo scempio e indirizzare queste aree verso un turismo diffuso, rivitalizzando il bellissimo centro storico e quelle contrade storiche oggi contornate da meravigliose aree agricole con distese di olivo che tutto il mondo ci invidia».
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