Il piano sulla costa non convince Gli imprenditori: «È da rivedere»

L’associazione Oasi: bene i progressi dello scalo marittimo, ma il progetto speciale territoriale non va Le aziende di Punta Penna che spingono su attività ecosostenibili scrivono al Comune: collaboriamo
VASTO. «La salute di un territorio è fondamentale per l’economia dello stesso»: è lo slogan coniato dall’associazione Oasi, il sodalizio di operatori economici portuali che da qualche anno sta rilanciando nel Vastese un’economia fondata su attività che rispettano l’ambiente. “Oasi” è l’acronimo di “Occupazione, ambiente, sviluppo industriale”. Qualche tempo fa è stato rinnovato il direttivo. Il presidente Pietro Marino ha passato il testimone a Claudio Pepe, che sta portando avanti le istanze dell’associazione che raccoglie prevalentemente gli operatori economici di Punta Penna.
Il responsabile di Oasi è molto soddisfatto delle novità che riguardano il bacino portuale. La crisi infatti non ha rallentato l’attività dello scalo marittimo. Il bacino anche in questi mesi ha dimostrato di essere il volano dell’economia locale. Lo scorso autunno è stata ufficializzata dalla Regione la notizia che lo scalo di Vasto diventa porto nazionale e non più regionale.
La notizia è stata accolta con soddisfazione da tutti gli operatori portuali dell’Oasi. «Siamo soddisfatti», dice Pepe, «dei passi compiuti e del riconoscimento ottenuto dallo scalo portuale. Un grande successo dovuto all’impegno di tutti». Il presidente nutre però diverse perplessità sul progetto speciale territoriale Costa dei trabocchi, un dossier di centinaia di pagine. Perplessità che sono state espresse in una mail inviata al sindaco di Vasto: «In più parti», scrive Pepe, «si descrive l’area industriale di Punta Penna come zona degradata. Nella relazione si confonde la natura stessa degli insediamenti produttivi parlando di una “raffineria”, termine usato per il settore petrolifero, con uno stabilimento per la produzione di un prodotto ecologico quale il biodiesel di origine vegetale».
Oasi conferma comunque di essere pronta a offrire un fattivo e concreto contributo di idee, proposte e di sviluppo ecosostenibile. I componenti dell’associazione sono al lavoro da anni per redigere un piano di attività che porterà in futuro a garantire lo stato di salute del territorio e dell’area costiera e portuale con valide soluzioni per la ripresa socio economica e occupazionale dell’intero territorio.
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