Il picchetto dei colleghi vigilantes dà l’addio a Donato: amico vero

In centinaia ai funerali del giovane papà morto in moto, il parroco: «Proteggerà il figlio dall’alto» Il cordoglio del sindaco Magnacca: «Durante il Covid non si era risparmiato, vuoto grandissimo»
SAN SALVO. I mesti rintocchi delle campane della chiesa di San Giuseppe, ieri pomeriggio alle 16, hanno annunciato l’inizio del rito funebre che ha salutato Donato D’Alberto, 41 anni , la guardia giurata vittima venerdì scorso di un tragico incidente sulla strada provinciale 197 ex Trignina. Il 41enne è finito fuori strada con la moto ed è rotolato in un dirupo.
Il corteo funebre è partito dalla cappella del cimitero in cui era stata allestita la camera ardente e dove tantissimi parenti, amici e conoscenti si sono stretti ai familiari già dalla giornata di sabato. La funzione è stata celebrata da don Andrea Manzone, giovane sacerdote di San Salvo che affianca il parroco di San Giuseppe, don Raimondo Artese. Nella stessa chiesa, il 21 settembre 2019 era stato celebrato il funerale di Loris D’Alberto, 43 anni, fratello di Donato morto per un malore. Il nuovo lutto ha letteralmente distrutto i genitori Nicoletta e Vitale. Donato aveva voluto chiamare il figlio nato due anni fa come il fratello. Da due giorni il bambino, con il quale aveva giocato fino a pochi minuti prima dell’incidente, chiede del padre: non sarà facile per la madre spiegargli che come ha detto il celebrante «lui continua a proteggere i suoi cari dall’alto, vicino a Dio e al fratello Loris».
La bara ricoperta da fiori bianchi e blu è stata portata a spalla. I colleghi di Donato, guardia giurata come la moglie Manuela dell’istituto di vigilanza Aquila di Ortona, schierati sul piazzale della chiesa hanno atteso l’arrivo della bara. Accanto a loro il tricolore. Presenti al rito funebre diversi rappresentanti politici e molti operai della zona industriale. Con loro Donato scambiava spesso battute e commenti sulla sua squadra del cuore, la Juventus.
Anche la Filcams Cgil di Chieti, il sindacato a cui Donato era iscritto, si è stretta attorno alla famiglia: «Siamo profondamente addolorati per la sua scomparsa», ha detto la segretaria generale del sindacato Elena Zanola visibilmente commossa. «Donato era un nostro iscritto».
Commoventi le parole di Giuseppe Di Stefano, ex delegato del sindacato dell’istituto Aquila: «Amico mio, ti porteremo sempre nei nostri cuori perché eri un ragazzo speciale dai sani principi, legato agli affetti, lavoratore instancabile, marito e padre esemplare».
Anche durante la pandemia Donato D’Alberto non si era risparmiato: «A San Salvo lascia un vuoto grandissimo», ha detto il sindaco, Tiziana Magnacca. Un lungo applauso ha salutato la bara di Donato all’uscita dalla chiesa. Tantissimi in cittadini che radunati sul piazzale hanno voluto rendere omaggio alla salma. Poi il corteo funebre ha raggiunto il cimitero di San Salvo dove Donato sarà tumulato vicino al fratello Loris.

