Il piromane sceglie il silenzio e resta agli arresti in casa

CHIETI. Non ha risposto alle domande del gip Luca De Ninis. Massimo Di Pietrantonio, 51 anni, accusato del tentato incendio del bar Garibaldi davanti alla caserma Spinucci nella notte del 20 marzo, è...
CHIETI. Non ha risposto alle domande del gip Luca De Ninis. Massimo Di Pietrantonio, 51 anni, accusato del tentato incendio del bar Garibaldi davanti alla caserma Spinucci nella notte del 20 marzo, è rimasto in silenzio: assistito dall’avvocato Luana Di Medio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E, al termine dell’interrogatorio lampo, il giudice ha confermato gli arresti domiciliari. Finora, la difesa di Di Pietrantonio non ha presentato richieste.
Secondo l’accusa, in preda all’alcol e senza alcun motivo apparente, Di Pietrantonio avrebbe voluto dare fuoco al locale che si trova al piano terra di una palazzina di 5 piani. Ed è stato fermato dall’intervento del titolare di un chiosco di panini che l’ha visto infilare carta e plastica prese dai cassonetti tra la saracinesca e la vetrina del bar con l’obiettivo di incendiarlo. Ad arrestare il presunto piromane è stata la Volante.
Di Pietrantonio è indagato anche per danneggiamenti: nella notte del 5 marzo scorso aveva appiccato 6 incendi ai cassonetti tra via De Lollis, via Pellicciotti e via Valignani: in quell’occasione era stato arrestato ma poi era tornato subito libero.

