Il pm: il prof assenteista va sospeso E spunta anche l’accusa di peculato

3 Luglio 2021

La procura chiede al giudice una misura interdittiva nei confronti del professore della d’Annunzio C’è un’indagine bis sul docente di Medicina fisica e Riabilitazione: «Utilizzo improprio di macchinari»

CHIETI. Dopo l’accusa di assenteismo, Raoul Saggini rischia di essere sospeso dall’esercizio del pubblico ufficio di docente universitario. La richiesta di misura interdittiva è stata presentata dal pm Giuseppe Falasca, che ha coordinato le indagini per truffa aggravata e falso condotte dai finanziari della sezione di polizia di giudiziaria della procura. Il giudice Luca De Ninis ha fissato per giovedì prossimo l’interrogatorio dell’imputato, poi prenderà una decisione. Ma, all’indomani del sequestro di oltre 132mila euro nei confronti del noto medico di origini fiorentine, c’è anche un’altra novità. Saggini, 68 anni, professore ordinario in Medicina fisica e Riabilitazione all’ateneo d’Annunzio, è imputato in un’inchiesta bis per il reato di peculato continuato: la vicenda è legata all’utilizzo di alcuni macchinari. Anche in questo caso, il pm ha già chiesto il processo: l’udienza preliminare è in programma il 21 luglio, all’indomani di quella prevista per le 271 ore di lezioni frontali non svolte ma comunque attestate, secondo l’accusa, sul registro delle attività didattiche.
«Particolare rilievo», scrive il giudice De Ninis nel decreto di sequestro preventivo, «rivestono le informazioni acquisite dagli studenti e dai collaboratori accademici dell’imputato, sia direttamente alla polizia giudiziaria sia nel corso dei procedimenti disciplinari avviati a seguito dei due esposti inoltrati agli organi accademici».
Tutte le testimonianze «conducono a un giudizio di pressoché totale inadempimento dei compiti didattici previsti dall’ordinamento dell’ateneo, almeno fino al momento in cui l’indagato ha ricevuto notizia degli esposti e notifica delle attività ispettive e poi disciplinari avviate dagli organi accademici. Le contestazioni a lui rivolte e l’apertura del primo provvedimento disciplinare, avvenute in corrispondenza del passaggio dal primo al secondo semestre dell’anno accademico 2018-19, hanno segnato un’evidente soluzione di continuità nella sua modalità di gestione delle lezioni previste dai piani di studio e dai calendari didattici dell’ateneo: l’imputato è infatti passato dalla pressoché totale e generalizzata omissione delle lezioni frontali previste e dovute, affidate in via sistematica ai suoi collaboratori, a una loro generalizzata esecuzione nel periodo successivo».