Il polo civico punta i piedi: «Vedere gli atti è un diritto»

Pantalone e Ginefra rigettano l’accusa del sindaco sulle lettere Comune-prefetto: «Legittimo chiedere un documento così importante». Il M5S si scatena contro FdI
CHIETI. Il polo civico respinge le accuse del sindaco Diego Ferrara: secondo il primo cittadino Paolo De Cesare e Manuel Pantalone avrebbero dovuto informare i loro consiglieri sulla corrispondenza Comune-prefetto avvenuta alcuni giorni prima che il bilancio entrasse in aula. E non avendola avuta, nove consiglieri di centrosinistra hanno richiesto al sindaco di vedere le carte «per tutelarsi».
IL POLO CIVICO«Respingo al mittente le accuse perché chi doveva governare la situazione era il presidente del consiglio Luigi Febo», dice il capogruppo del polo Vincenzo Ginefra, «che sapeva e non ci ha informato». Il ministro dell’Intero Matteo Piantedosi ha poco meno di 30 giorni per rispondere alla missiva di FdI che ha chiesto lo scioglimento del consiglio poiché, a detta loro, il bilancio è stato portato in aula fuori tempo di legge. «Se andrà bene sarà stata una scorrettezza istituzionale», continua Ginefra, «se andrà male, la responsabilità sarà tutta di Febo». Smorza la polemica l’assessore Pantalone: «Sapevamo della corrispondenza tra Comune e prefetto, ma non il contenuto». L’assessore ricorda poi che «entro il 2 novembre abbiamo approvato in giunta lo schema di bilancio. Era materia dei consiglieri e soprattutto loro diritto chiedere gli atti del bilancio, hanno tutta la legittimità per farlo».
IL MOVIMENTO 5 STELLE Agli ultimi attacchi di FdI risponde l’assessore e pentastellato Fabio Stella: «La loro polemica dimostra la scarsa dimestichezza che hanno con le pubbliche amministrazioni», chiosa Stella, «non spetta a loro stabilire se si era nei termini, ma c’è il prefetto che ha i poteri per attivare le procedure previste dalle norme in caso di inadempienza dell’amministrazione. Questo lo dovrebbero sapere bene gli ex assessori della giunta Di Primio, dato che proprio ai consiglieri di quella amministrazione il prefetto diede formalmente l’ultimatum con per l’approvazione del rendiconto nel 2019. È evidente l’intento di gettare fumo negli occhi dei cittadini con il solo fine di creare confusione in vista delle regionali e per coprire i disastri di Marsilio, Verì e Schael soprattutto sulla sanità. È sotto gli occhi di tutti il fallimento sui pronto soccorso sempre intasati, sulle lunghe liste di attesa per le visite specialistiche e la promessa mai mantenuta sulla riapertura del distretto sanitario di Chieti Scalo. La Asl di Chieti ha avuto dall’amministrazione l’ex Asilo Peter Pan in comodato d’uso gratuito da oltre sei mesi; i lavori non sono partiti per una precisa volontà della Asl. Le responsabilità politica sono della Verì e di Marsilio».

