Il ponte di via Custoza è una trappola

1 Febbraio 2016

Il dislivello di un metro blocca decine di Tir, appello dei Di Nisio: «Pronti a pagare i lavori»

CHIETI. Il problema è datato, ma non è stato mai risolto, come dice Nicola Di Nisio che ogni giorno, per raggiungere l'azienda della sua famiglia, la Caffè Mokambo, deve passare sul cavalcavia di via Custoza, che si trova a pochi metri. «E' dagli anni 90 che il cavalcavia crea problemi: prima venne addirittura chiuso, perché instabile, poi ci sono stati i lavori di ripristino. Successivamente si sono verificati smottamenti e cedimenti che hanno creato un dislivello di quasi mezzo metro all'ingresso del ponte: un vero e proprio muro che rappresenta per le auto un concreto pericolo di ricevere danni nel superare quel dislivello, oltre a perdere il controllo della propria vettura anche se si procede a velocità moderata, visto ciò che ci si trova ad affrontare. Poi visto che la strada è percorsa anche da camion di grossa stazza che devono raggiungere le aziende che operano in zona, spesso si formano degli ingorghi causati dal fatto che questi pesanti mezzi hanno difficoltà a superare quel dislivello, sia in salita che in discesa. Ci sono stati più interventi, da 15 anni ad oggi, mai però risolutori, è oggi accusiamo una situazione non più sostenibile». Basta recarsi sul posto per capire che lamentele non sono infondate: il pericolo è reale e certo non può bastare ad eliminare ogni problema il fatto che ci siano cartelli che impongono di attraversare il cavalcavia a riducendo la marcia a 10 chilometri all'ora. Davvero "un pannicello caldo" senza alcun reale effetto.

«Eppure basterebbe intervenire con un po' di sabbia e bitume per eliminare quel grosso dislivello - dice Camillo Di Nisio, uno dei fratelli titolare della Mokambo- e dico pubblicamente a chi ha la responsabilità della gestione del ponticello di via Custoza che sono pronto a farmi carico delle spese di acquisto del materiale necessario a sistemare quel tratto del cavalcavia che rischia sempre di più di diventare una pericolosissima trappola per chi deve transitarci sopra».

In un modo o nell'altro la questione va risolta definitivamente: siamo in piena zona industriale ed è scandaloso che le aziende debbano subire una così pesante limitazione di movimento.(g.d.t.)