Il porto cresce ancora «Ma serve il dragaggio»

21 Gennaio 2020

Il 2019 è stato un anno record: in aumento le navi cariche di furgoni e pale eoliche Marino (Agenzia marittima): «Adesso però è necessario completare i lavori»

VASTO. Il porto di Vasto batte se stesso. Nonostante la crisi economica che attanaglia il territorio, Punta Penna continua a crescere. In aumento il volume dei traffici e il numero degli attracchi. «Nel 2019», conferma la Amv, l’Agenzia marittima vastese, «le navi che hanno fatto rotta sullo scalo marittimo sono aumentate dell’11%, rispetto all’anno precedente, così come le merci secche e alla rinfusa hanno fatto registrare un incremento del 10%. Unico dato, in flessione, si è registrato per i prodotti liquidi. In forte aumento il traffico legato ai furgoni, con un più 48%, e i carichi di torri eoliche che sono, addirittura, quintuplicati. Da Vasto le navi fanno poi rotta, nella maggior parte dei casi, verso America, Grecia , Francia, Germania e altre zone d’Italia».
Lo scalo marittimo e l’ampio retroterra industriale del Sangro e del Vastese sono in grado di attrarre investimenti di nuove imprese e di qualificare ulteriormente il tessuto industriale, commerciale e dei servizi già operante. «Si tratta indubbiamente», sostengono gli industriali, «di una delle aree economiche più importanti del Mezzogiorno su cui qualificare una proposta di grande potenzialità occupazionale ed economica». Purtroppo da anni restano irrisolte diverse problematiche. Lo scalo di Vasto, che da anni ha un Piano regolatore portuale approvato e operativo, che prevede la realizzazione di piazzali e aree attrezzate di grande valenza e il collegamento con la rete ferroviaria, nonostante i fondi stanziati e le promesse, attende ancora il dragaggio dei fondali. «Va detto», aggiunge Pietro Marino della Amv, «che con il completamento di alcuni lavori il porto vanterebbe pescaggi fino a 12 metri, una caratteristica che pochissime strutture, che si affacciano sul mare Adriatico, possono vantare». La Regione ha messo in agenda una serie di iniziative per lo sviluppo delle infrastrutture ma è necessario sbloccare le pratiche burocratiche e, al tempo stesso, reperire le risorse finanziarie. Alla crescita del porto non è legato solo l’incremento del traffico merci, ma anche lo sviluppo turistico con il transito passeggeri. Tutti elementi valutati e inseriti nel piano di sviluppo e programmazione, che attende solo di essere attuato. Uno scalo marittimo, con determinate caratteristiche, può sostenere, in termini competitivi, le aziende del territorio, sempre più messe alla prova rispetto la logica della globalizzazione e del recupero dei costi. «Gli operatori», conclude l’Amv, «guardano al 2020 con grande fiducia e auspicano un intervento regionale che, nel concreto, dia forza alla dotazione infrastrutturale rilanciando anche il turismo».