Il porto di Vasto cresce ancora Gli operatori: «Più investimenti»

15 Ottobre 2023

Marino (Amv): «Banchina sempre affollata, servono altri spazi esterni per il transito delle merci» Fra maggio e settembre sono partite 25 navi per Algeria, Francia, Turchia, Israele e Monfalcone

VASTO . Numeri record per Il porto di Punta Penna. Lo scalo vastese si conferma di valenza strategica per il tessuto produttivo ed economico dell’intero territorio a cavallo tra Abruzzo, Molise e il nord della Puglia. Grazie al raddoppio delle attività portuali e dei movimenti marittimi internazionali, è sensibilmente cresciuta anche l’occupazione. Vasto continua a registrare ottime performance nel segmento mercantile marittimo.
«In questo momento», conferma Pietro Marino dell’Agenzia marittima Vasto (Amv), «sul piazzale, in attesa di movimentazioni, ci sono 3.500 sacconi di bentonite, duemila palette di fertilizzante con destinazione Algeria, cinquemila tonnellate di argilla appena scaricata e mille furgoni Stellantis, con destinazione Turchia e Algeria». La struttura sta lavorando a pieno regime ed è il risultato degli sforzi compiuti dalle società di servizio che operano sul porto e, soprattutto, della capacità di coordinamento messa in campo dalla locale capitaneria. Proprio quest’ultima, infatti, ha consentito l’ingresso in porto di natanti, con stazze utili, per il traffico dei furgoni Stellantis. Un traffico che si è rivelato di fondamentale importanza per la ex Sevel di Atessa che, dal primo luglio. «Da Vasto», spiega Marino, «fra maggio e settembre, sono partite ben 25 navi, con varie destinazioni tra Algeria, Francia, Turchia, Israele e Monfalcone, rotta che lo spedizioniere utilizza per raggiungere i Paesi del Nord Europa. Un affollamento in banchina che dovrebbe spronare le autorità locali a ricercare anche spazi di retroporto, nel raggio di pochi chilometri, proprio per agevolarne l’utilizzo per il transito delle merci e le relative operazioni di spedizione». L’infrastruttura vastese, di valenza nazionale, è entrata a pieno titolo tra gli scali dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centrale di Ancona. L’approdo di Punta Penna sta dimostrando con i numeri le proprie potenzialità. «È sempre più necessario», conclude Marino, «dare il via al piano dei lavori già programmati e finanziati e, al tempo stesso, reperire, anche sulla base delle nuove programmazioni finanziarie, le risorse necessarie per ulteriori investimenti. La delocalizzazione delle aziende e il loro consolidamento si combatte anche attraverso la realizzazione di una rete infrastrutturale moderna, per una logistica efficiente e competitiva, come dimostrato proprio dal supporto garantito a Stellantis. Sul fronte investimenti la Regione ha da tempo ricevuto un dossier con un piano operativo graduale di interventi puntuali da mettere in campo, già contemplati dal Piano regolatore e sollecitati proprio dalle principali aziende operanti nelle aree industriali di riferimento».
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