Il porto entra nelle reti europee Gli operatori: grande occasione

Il nuovo assetto dei trasporti soddisfa gli imprenditori: «Viene riconosciuto il ruolo dello scalo» Ma Fratino aspetta di vedere i risultati: «Negli anni tante prospettive positive, ora servono i fatti»
ORTONA. Il porto di Ortona nodo della rete globale Ten-T europea. Una notizia che apre a nuove prospettive di crescita non solo dello scalo ortonese, ma dell’intero territorio, e che fa esultare i locali operatori. Già dal 2019 Ortona rientra tra i porti rilevanti per la strategia europea di “Military Mobility”, «ma senza il riconoscimento delle reti di trasporto europee non era possibile presentare richieste di finanziamento», ha ricordato il commissario dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, ammiraglio Giovanni Pettorino.
Per l’ex sindaco di Ortona e operatore portuale Nicola Fratino si tratta di «un risultato molto importante», nonostante aspetti di notare gli sviluppi. «Il riconoscimento del ruolo dello scalo ortonese è positivo, adesso però voglio vedere cosa comporterà nel concreto. D’altronde di prospettive ben auguranti ne abbiamo avute tante nel tempo. Sicuramente», aggiunge Fratino, «per il porto può essere un’occasione di crescita che gli permetterà di rivestire un ruolo strategico. È ovvio che il tutto dovrà essere accompagnato dagli investimenti e le strutture necessarie. Così si potrà pensare ad un incremento dei traffici».
Anche il presidente del comitato porto di Ortona, Davide Tucci, esprime la sua soddisfazione: «Possiamo pensare di rientrare nei finanziamenti europei collegati alle reti Ten-T, oltre che alle risorse previste per il fatto che il porto di Ortona era già stato riconosciuto a livello europeo quale porto Military Mobility», commenta. «Ringraziamo l’Autorità di sistema portuale nella persona del commissario straordinario, ammiraglio Pettorino, la Regione Abruzzo e il ministro Enrico Giovannini. Siamo felici che, dopo tanti anni, sembra sia veramente la volta buona affinché il porto di Ortona possa fare il salto di qualità che merita».
Parla di «grande risultato», anche Giuseppe Ranalli, agente marittimo nonché neo vicepresidente nazionale di Piccola Industria Confindustria con delega all’economia del mare. «Si tratta di un’enorme opportunità. Essendo considerate reti strategiche da un punto di vista della mobilità europea, tutto ciò potrà trasformarsi per i porti, ma soprattutto rispetto al potenziamento della rete ferroviaria, in una garanzia di connettività adeguata. È ovvio che i territori asserviti alle reti Ten-T, potranno ricavarne grandissimi vantaggi. Non dimentichiamoci», aggiunge Ranalli, «che Ortona facendo parte dell’Autorità di sistema portuale di Ancona, che è uno scalo core (centrale, ndr), di fatto ha già una sua appartenenza alle reti strategiche. Ora si va ulteriormente a rafforzare l’asse adriatico, attraverso una progettualità diffusa che va a toccare più territori». In sostanza il risultato raggiunto, «comporterà più attenzioni, con possibilità di attingere a maggiori risorse per completare le infrastrutture. Per attirare nuovi traffici, d’altronde, vanno prima completate le infrastrutture e per farlo, ovviamente, servono fondi».
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