Il porto rilanciato dalle pale eoliche Ma rischia il blocco

Banchine piene di sezioni di torri destinate all’estero Le ditte: «Dove sono i 12 milioni della Regione per lo scalo?»
VASTO. La crisi mette un freno alle aziende. Il settore metalmeccanico è in sofferenza a causa della crisi dell'automotive. Non va meglio il commercio. Unico volano dell'economia del Vastese resta il porto di Punta Penna. Sulle banchine dello scalo vastese questa settimana sono state scaricate 28 sezioni di torre eoliche e molto altro ancora. «Ma presto anche il porto potrebbe andare in sofferenza», protesta l'industriale Remo Salvatorelli, fondatore della Vastarredo, l'industria leader nell'arredo scolastico, guidata ora dal figlio Emidio. «Dove sono finiti i 12 milioni di euro promessi dalla Regione?», chiede Salvatorelli. «Quando saranno dragati i fondali e quando cominceranno gli interventi tante volte promessi ma mai iniziati? Basta annunci e manifesti. È ora di passare ai fatti».
A giudizio dell'imprenditore nato a Punta Penna e che proprio a Punta Penna mise la prima pietra della Vastarredo (l'azienda scelta dal ministero per i banchi anti-Covid) la lentezza della burocrazia rischia di danneggiare anche lo scalo istoniense e le attività che gravitano sul porto. «Il momento è drammatico. La politica deve passare ai fatti. Gli annunci non bastano». La Regione ha più volte assicurato che gli interventi su Punta Penna sono confermati e saranno eseguiti molto presto. È quanto sperano tutti gli operatori.
La settimana in corso era iniziata con l'attracco della nave Fwn Solide, battente bandiera olandese: 145 metri di lunghezza, 18 metri di larghezza e una stazza lorda, di circa 8mila tonnellate. Il carico, proveniente da porto greco di Eleusis, è destinato al parco eolico di Castelmauro ed è stato seguito dall’Agenzia marittima vastese, in collaborazione con l’Agenzia Galli di Manfredonia. Già previsti, nelle prossime settimane, altri arrivi che riguardano la stessa commessa, con lo scarico in porto di navicelle, hub e pale eoliche provenienti dal Brasile.
«Il porto di Vasto», annota Pietro Marino dell'Agenzia marittima vastese, «conferma la sua valenza strategica nell’ambito della logistica e di supporto all’intero territorio del Centro-sud Italia. È indiscutibilmente una infrastruttura in piena evoluzione, particolarmente “gettonata” sia per l’import che l’export nell’ambito di progetti di parchi eolici. Uno scalo che ha sviluppato una sua particolare specializzazione nell'ambito della transizione ecologica, per la movimentazione e il trasporto di impianti destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili. Un segmento di domanda che ha richiesto una certa attenzione da parte di tutti gli operatori che sono riusciti a conquistare e consolidare la fiducia dei maggiori player internazionali».
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