«Il pozzo di Ripa non esiste e quella strada non è privata»
RIPA TEATINA. Dall’avvocato Vittorio Supino riceviamo e pubblichiamo una circostanziata replica all’articolo pubblicato qualche giorno fa dal titolo “Pozzo demolito finisce dal giudice”. «Nella mia...
RIPA TEATINA. Dall’avvocato Vittorio Supino riceviamo e pubblichiamo una circostanziata replica all’articolo pubblicato qualche giorno fa dal titolo “Pozzo demolito finisce dal giudice”.
«Nella mia qualità di difensore e patrocinatore degli interessi del confinante Fernando Zuccarini, preciso quanto segue per ristabilire la verità dei fatti. Il dottor Zuccarini è consigliere di minoranza al Comune di Ripa Teatina dal 2012. La controversia inerente la strada e la sua delimitazione ed ampiezza nonché gli ostacoli frapposti sulla stessa da parte del Micomonaco anche attraverso l’ormai definitiva accertata presenza di un pozzo privo di autorizzazione, al di là della pericolosità del manufatto, risale al 2007 e per la stessa, sorvolando su procedimenti penali conclusi con l’assoluzione per Zuccarini con sentenza della Corte di Appello del 3-12-2014, diverso esito ebbe il procedimento avviato anche a carico di Micomonaco. Ove il medesimo o il suo legale lo riterranno potranno, per onore del vero, riferire la natura dei reati e il dispositivo della sentenza. La strada in questione, contrariamente a quanto riferisce Micomonaco e per esso il suo legale, non è affatto privata e ciò viene smentito dallo stesso il quale nel procedimento incardinato di recente davanti al Giudice di Pace ove ha chiesto l’apposizione dei termini tra le proprietà confinanti ha testualmente dichiarato nell’atto di citazione che la sua proprietà confina: “con strada già comunale, oggi vicinale di uso pubblico denominata “Micomonaco” che risulta dalle carte comunali...” Cioè quella di cui assume invece essere privata, al punto tale da voler denunciare il Comune “per abuso d’ufficio e danneggiamento” dimenticando invece che proprio Micomonaco, ad oggi ha omesso di ottemperare alla ordinanza sindacale richiamata che non ha nemmeno impugnato innanzi al Tar. Per venire all’attualità, numerosissime volte Micomonaco e il suo legale, da ultimo nel mese di dicembre, dopo i tentativi di mediazione, hanno cercato di raggiungere un’intesa mai resa possibile dalla pretesa di mantenere in situ i manufatti (pozzo ed altre opere) non autorizzati e pericolosi, come da relazioni ed accertamenti non solo del Comune ma anche della Provincia. Il documento del 16-10-2014 dell’Ufficio tecnico della Provincia smentisce, peraltro, quanto afferma Micomonaco in ordine alle autorizzazioni relative al pozzo che si... vorrebbe far chiudere... atteso che dal sopralluogo effettuato dal predetto ufficio risulta una sola autorizzazione provvisoria rilasciata a Micomonaco in data 21-1-2010 di captazione delle acque mentre non sono stati rilevati a vista manufatti emergenti dal piano di campagna che attestino la presenza di un pozzo! Ciò starebbe a significare che il pozzo che si vuole mantenere per la provincia di Chieti non esiste. Ove dovesse residuare qualche dubbio in ordine a quanto Micomonaco ed il suo difensore vanno affermando si rileva che le pretese del medesimo di vedere allargata la strada a proprio vantaggio, e a danno di Zuccarini, sono state reiette con sentenza dell’1-6-2013 che ha rigettato la domanda di manutenzione e/o reintegra nel possesso proposta dal medesimo con condanna alle spese».

