Il precedente: ecco il “lavoretto”
Non è una novità l’indagine della polizia stradale di Chieti e Lanciano che ha portato alla scoperta di trenta falsi incidenti. I controlli hanno preso il via da un’altra indagine, condotta dalla...
Non è una novità l’indagine della polizia stradale di Chieti e Lanciano che ha portato alla scoperta di trenta falsi incidenti. I controlli hanno preso il via da un’altra indagine, condotta dalla polizia stradale e dalla polizia postale di Pescara e Chieti, nata dalle segnalazioni delle compagnie assicurative truffate: quell’indagine con oltre 150 indagati, ha svelato decine di casi di incidenti mai avvenuti tra Pescara, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Chieti e Lanciano. Auto mai danneggiate ma con fatture gonfiate per riparazioni inutili e lesioni di automobilisti e passeggeri mai riportate ma con prognosi di giorni e giorni: nelle intercettazioni telefoniche tra gli organizzatori dei falsi incidenti – a capo c’era un lancianese – si parlava di un «lavoretto» quando bisognava mettersi d’accordo per confezionare la dinamica di un sinistro. Nelle intercettazioni emergeva anche la paura di essere scoperti a causa di un eccesso di truffe: «Vabbè, ma ne sto facendo troppi, non è che cosa».

