Il prefetto canta e coinvolge tutti

2 Giugno 2017

Esibizione di Corona al Marrucino, il presidente Pupillo recita Eduardo

CHIETI. La festa della Repubblica si festeggia tra la gente. Ieri pomeriggio, al teatro Marrucino, l'esperimento è riuscito. Perché dopo una tavola rotonda che ha voluto ripercorrere la storia politica ed istituzionale del nostro Paese dell'immediato dopo guerra, ponendo interrogativi fondamentali per il presente e per il futuro, è stato il prefetto Antonio Corona ad animare – cercando di colmare la distanza odierna tra cittadini ed istituzioni - lo spirito dei presenti, mentre arrivano apprezzamenti anche dai palchetti. Coinvolti pure artisti e promesse locali che «i talenti di questo territorio vanno valorizzati», sottolinea entusiasta il prefetto. Ma prima il momento istituzionale: vengono consegnante le medaglie d'onore concesse ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra e ai familiari dei deceduti. «È anche grazie a queste persone che abbiamo riscattato l'onore del nostro paese. Loro resistettero fino all'ultimo» dice Corona. Non solo. Perché onorificenze arrivano anche per coloro che si sono distinti per ordine al merito della Repubblica e con loro, il prefetto, dopo aver stappato spumante, brinda all'Italia repubblicana. Subito dopo l'inno nazionale cantato in coro da tutti i presenti e a salire sul palco anche il presidente della Provincia Mario Pupillo. Recita l'ultima parte di Napoli Milionaria di Eduardo De Filippo, che narra di quel periodo «in cui nascevano i germi della Repubblica» ricorda il presidente. «Adda passà la nuttata» la frase che chiosa. Prima ancora il momento di confronto, moderato dal direttore de Il Centro Primo Di Nicola e a cui hanno partecipato - oltre che al prefetto - la professoressa associata di storia contemporanea alla D'Annunzio Carmen Della Penna e il consigliere regionale Camillo D'Alessandro. E ancora, la voce di Riccardo Pomponio, giovane promessa teatina, con cui a cantare Il Pescatore di De André alla fine è proprio il prefetto - che intona e fa intonare al pubblico "E tu" di Baglioni - e il talento del maestro Michele Di Toro. Tanti i sindaci abruzzesi presenti, impossibile elencarli tutti, mentre il ringraziamento di Corona va anche a Cinzia Di Vincenzo, assidua collaboratrice, e a tutte le forze dell'ordine. In programma, ieri sera, anche musica e condivisione alla villa comunale: "Auguri e viva la Repubblica", la frase del prefetto che continua a riecheggiare, ancora una volta, fra la gente.(e.r.)