Il prefetto decide sul consiglio
Comune: scaduti i 20 giorni dalla diffida sul rendiconto, opposizioni all’attacco
CHIETI. Passi il fatto che il prefetto non abbia ritenuto necessario nominare un commissario ad acta che si sostituisse alla giunta comunale per l’approvazione del rendiconto di gestione 2016. Ma il termine perentorio di 20 giorni è scaduto dallo scorso 3 luglio: quindi il consiglio comunale va sciolto. A questa ultima conclusione sono giunti i consiglieri comunali di tutti i gruppi di minoranza di Chieti che in una recente nota inviata ancora una volta al prefetto Antonio Corona, chiedono non solo la nomina di un commissario per l’approvazione del bilancio consuntivo dello scorso anno, ma anche lo scioglimento del consiglio. Era fissato al 30 aprile scorso il termine ultimo per l’approvazione del rendiconto sulla gestione economico-finanziaria 2016 del Comune. Sollecitato dalla opposizione consiliare per iscritto, il prefetto non ha ritenuto necessario compiere il passaggio della nomina del commissario, ma il 9 giugno ha diffidato l’aula, fissando il termine di 20 giorni dal ricevimento della diffida stessa, ad approvare lo strumento contabile. La diffida è stata ricevuta dai consiglieri lo scorso 13 giugno e quindi il 3 luglio era l’ultimo giorno fissato per adempiere a una procedura stabilita alla legge. Nella diffida, infatti, il prefetto aveva indicato come il termine di venti giorni fosse da intendersi perentorio ai sensi della legge di riferimento. E infatti il Testo unico degli enti locali (Tuel) all’articolo 141, comma 2, prescrive che, trascorso il termine fissato nella diffida senza che l’organo consiliare abbia approvato il bilancio di previsione o, come nel caso in questione, il rendiconto di gestione, il prefetto debba nominare un commissario ad acta che provveda all’approvazione del documento contabile in sostituzione dell’organo consiliare e, contestualmente, debba avviare le procedure per lo scioglimento dell’assemblea. E ora che succederà? Una nuova nota è stata inviata al prefetto lo scorso 3 luglio dai capigruppo consiliari di minoranza, per sollecitarlo ad avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale. L’ultima parola, ovviamente, spetta proprio a Corona. (r.o.)

