Il prefetto ferma il concerto di Jovanotti

No da tutti gli organi del Comitato provinciale. E in Comune arrivano i carabinieri ad acquisire progetti e autorizzazioni
VASTO. Tutti dicono di no. Questura, carabinieri, finanza, vigili del fuoco, polizia stradale: un coro di no al concerto di Jovanotti di sabato 17 agosto in spiaggia che, a meno di un nuovo e più convincente piano sicurezza, a questo punto salta. Il Jova Beach Party finisce nella bufera e si muove anche la Procura che ha inviato i carabinieri al Comune per acquisire atti e documenti.
Si chiude con un parere negativo unanime la riunione di ieri del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Giacomo Barbato che, a seguire, tiene una conferenza stampa e spiega la situazione. In ballo c’è un evento da 40mila presenze e un giro d’affari da 3 milioni di euro, oltre a un grande ritorno d’immagine per Vasto. Ma sull’altro piatto della bilancia c’è la sicurezza pubblica. Che ieri, sul tavolo della prefettura, ha pesato più di tutto.
La prefettura è al lavoro da mesi sull’evento. A partire dallo scorso 4 marzo quando il sindaco Francesco Menna comunica la notizia del concerto di agosto. Barbato ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica il 28 marzo. Altre tre riunioni del Comitato si sono svolte l’8 aprile, il 17 giugno e il 27 giugno. Nel corso di quest’ultima riunione erano già state fatte presenti tutte le criticità, con la specifica richiesta di riproporre un piano sicurezza adeguato, soprattutto in vista della riunione tecnica che ci sarebbe stata a seguire in questura l’11 luglio. All’appuntamento dell’11, però, niente di sostanziale sembrava cambiato. Di qui la riunione di ieri che ha dato lo stop, a queste condizioni, alla manifestazione. «Sin da marzo ho raccomandato che il bene più importante fosse la tutela dell’incolumità delle persone», dice Barbato che cita le circolari ministeriali sui grandi eventi (con regole inasprite dopo i fatti di Torino) e la circolare ad hoc emanata per il Jova Beach Party. Il problema principale in tema di sicurezza è quello relativo alla chiusura della statale 16 Adriatica (per trasformarla in un parcheggio a servizio del concerto). «Così si taglia in due l’Italia, in un giorno, sabato 17 agosto, da bollino rosso per il traffico. E cosa succederebbe in A14?» si chiede Barbato. Inoltre, il piano presentato dal Comune, stando al Comitato, non appare aderente al reale stato dei luoghi, perché non tiene conto della presenza del pontile e del vicino Fosso Marino. Anche il numero dei volontari e dei bagnini appare insufficiente. Altre carenze sono emerse sulle vie di fuga e sull’illuminazione dell’area.
A fine conferenza stampa Barbato si rivolge direttamente a Jovanotti: «Da prefetto non posso dirgli nulla, da fan però gli chiedo: ma lui lo sa dove la sua organizzazione ha individuato, e in quale data, la sede del suo concerto a Vasto?»
E intanto si muove anche la Procura. Sarà per l’esposto presentato il 24 giugno dalla Stazione ornitologica abruzzese, sarà per i verbali del Comitato trasmessi in Procura, sta di fatto che sono state avviate delle indagini. Ieri in Comune sono arrivati i carabinieri per acquisire gli atti dell’iter autorizzativo.

