Il prefetto scrive ai 104 sindaci: «Non autorizzate i maxi schermi»

Allarme assembramenti per la finale degli Europei. Preoccupano l’aumento contagi e la variante Delta Menna: «Torneremo alla normalità, ma ora cautela». Ferrara: «Vogliamo garantire ordine e sicurezza»
CHIETI. La cavalcata della Nazionale italiana di calcio, ai campionati europei, unita al robusto miglioramento dei numeri legati alla pandemia, ha riportato entusiasmo ed euforia. Martedì scorso, in occasione della semifinale contro la Spagna, non sono mancati maxi schermi nelle piazze e assembramenti post partita praticamente ovunque: proprio per questo motivo, nella giornata di ieri, il prefetto di Chieti, Armando Forgione, ha voluto riportare tutti sull’attenti, attraverso una nota ufficiale rivolta ai comuni della provincia teatina, che invita a non concedere l’autorizzazione per installare i grandi schermi nelle piazze, in occasione della finale di Euro2020 tra gli azzurri e l’Inghilterra in programma domani sera (ore 21). Un approccio che si sposa con la necessità di frenare la generale risalita dei contagi in Abruzzo, registrata negli ultimi giorni: «Credo sia una comunicazione in linea con la situazione attuale», sottolinea il sindaco di Vasto Francesco Menna, «purtroppo vincolata da una preoccupante ripresa dei contagi in molte zone. La raccomandazione del prefetto (giunta dopo la riunione col questore di ieri mattina, ndr) esprime timore anche alla luce dell’impatto della variante Delta in alcuni comuni. Presto riusciremo a tornare alla normalità, grazie alle vaccinazioni, e potremo tornare a vedere le partite tutti insieme. Al momento, però, credo sia consigliabile stare attenti ed evitare assembramenti. Nonostante la situazione del comune di Vasto sia buona, abbiamo delle quarantene ancora attive e dobbiamo tenere alta la soglia di attenzione». Il comunicato del prefetto di Chieti, pur non essendo stato condiviso dalle altre province della regione, ha trovato buoni riscontri e piena condivisione tra i sindaci delle città del Chietino: «Ho avuto un dialogo costante con il prefetto e il questore in questi giorni», sottolinea il sindaco di Chieti Diego Ferrara, «e abbiamo condiviso le nostre preoccupazioni per la partita di domani. Vogliamo evitare assembramenti inutili in un momento così delicato: a Chieti abbiamo avuto una media di circa dieci contagi al giorno, questa settimana, e non possiamo abbassare la guardia proprio adesso. Le forze dell’ordine non tollereranno assembramenti di alcun tipo nelle piazze».
Anche il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca appoggia pienamente l’invito del prefetto: «Il provvedimento verrà adottato per motivi di ordine e sicurezza. Invito tutti i miei concittadini a rispettare le norme di distanziamento in occasione della partita di domani sera, nella speranza di poter gioire insieme».
«Lavoriamo quotidianamente in sinergia con il prefetto», ha detto il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, «e sono d’accordo con le sue preoccupazioni, anche in virtù del fatto che a Lanciano siamo alle prese con diversi casi di variante Delta. Purtroppo la battaglia contro il Covid non è ancora vinta. Dobbiamo essere responsabili».
Pur condividendo il nocciolo delle preoccupazioni del prefetto Forgione, il sindaco di Ortona Leo Castiglione si sofferma su un ulteriore spunto di riflessione: «È una precauzione certamente sensata, anche se a Ortona non abbiamo casi Covid da quasi un mese e, anzi, per la semifinale avevamo anche allestito un maxi schermo nel quartiere di Fonte Grande, dato che ce l’avevano chiesto in molti, con 200 persone distanziate e senza alcun tipo di problema. Credo infatti che i veri problemi potrebbero esserci dopo la partita in caso di vittoria, come accaduto per la semifinale. È quella la cosa che mi spaventa maggiormente. Noi agiremo di conseguenza anche in quel caso, cercando di garantire l’ordine pubblico al meglio delle nostre possibilità, ma sono molto più preoccupato per gli assembramenti e il caos che si potrebbero creare dopo la partita, piuttosto che per la presenza o meno di maxi schermi nelle piazze, che possono comunque essere tenuti sotto controllo in qualche modo».
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