Il Premio Prisco si ferma: quest’anno non ci sarà

Lo sponsor Zaccagnini: problemi organizzativi dovuti al nuovo assetto societario C’è l’intenzione di far tornare la manifestazione dal 2025 con cadenza biennale
CHIETI. Premio Prisco addio? Di certo la manifestazione che celebra lealtà, correttezza e simpatia sportiva non ci sarà quest’anno. Sperando che sia un arrivederci. Lo stop, il secondo dopo quello per la pandemia, è dovuto a questioni organizzative legate al nuovo assetto societario della cantina Zaccagnini, l’azienda vitivinicola di Marcello Zaccagnini, che è anche presidente del comitato organizzatore del premio e principale finanziatore. «Siamo entrati a far parte di un gruppo più grande», spiega lo stesso Zaccagnini, «nel quale ci sono dinamiche più complesse per sostenere questo genere di manifestazioni. La sponsorizzazione avrebbe dovuto deliberarla il cda a Milano a giugno, per poi svolgere l’evento a luglio, un periodo nel quale è però difficile trovare la disponibilità di tanti sportivi».
Dal 2023 infatti la Zaccagnini è entrata a far parte del giovane e ambizioso polo vitivinicolo Argea, che appunto ha sede a Milano. Anche per questo in città si teme il disimpegno definitivo nell’organizzazione del premio dedicato allo storico dirigente dell’Inter Giuseppe Prisco, che negli anni ha portato sul palco del Marrucino fior di campioni dello sport italiano. Tra i timori c’è anche quello di un possibile “trasloco” della manifestazione proprio a Milano. Zaccagnini appare tuttavia ottimista sulla possibilità di continuare a organizzare la manifestazione in Abruzzo, dove è nata e cresciuta: «Mi auguro che sia un’interruzione temporanea», afferma l’imprenditore, «vedremo come ricominciare dal prossimo anno, magari anche con una cadenza biennale, ma mantenendo sempre la stessa formula e le stesse caratteristiche».
Il Premio Prisco venne promosso per la prima volta, poco dopo la morte dello storico dirigente nerazzurro avvenuta nel 2001, oltre vent’anni fa dal generale dei carabinieri Corinto Zocchi e dal comandante generale dell’Arma Luigi Federici. Ciccio Zaccagnini, padre di Marcello, fu tra l’altro amico dell’avvocato Peppino che conobbe da alpino durante la campagna di Russia. Sul palco del teatro Marrucino, per il riconoscimento a lealtà, correttezza e simpatia sportiva, sono stati “convocati” tanti grandi nomi del calcio italiano, da Roberto Mancini a Simone Inzaghi, da Alessandro Del Piero a Roberto Baggio. Ad assegnarlo una giuria di tutto rispetto, in passato presieduta da Sergio Zavoli e che, tra gli altri, ha avuto come componenti anche giornalisti di rilevanza nazionale quali Gianni Mura e Italo Cucci. Una kermesse che come poche, un giorno all’anno, ha portato Chieti sotto i riflettori nazionali.
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