Il presepe vivente benedetto anche da Menichelli

I saluto a Chieti del neo cardinale, le critiche dei negozi tagliati fuori e la dolcezza del Bambinello Simone
CHIETI. Folla al Presepe vivente, tirato a lucido in occasione della sua ventesima edizione orchestrata con la solita maestria dall’associazione Teate Nostra, malgrado qualche disagio legato al traffico con lo sbarramento alle auto di piazza Valignani scattata in ritardo rispetto a quanto previsto. Proteste anche da parte dei commercianti di via De Lollis tagliati fuori dal percorso del Presepe che prevedeva una direzione obbligatoria nell’attigua via Solario. Piccoli disservizi organizzativi coperti dal grande impegno dei 350 figuranti, scesi in campo in rappresentanza di 22 gruppi religiosi e di volontariato, che hanno animato le 18 scene ricreate nel cuore del centro storico. Pieno come un uovo già dalle prime ore del pomeriggio a conferma di come il Presepe vivente, quest’anno sostenuto dal Comune con un contributo di 20 mila euro, possa essere un volano di promozione turistica unico per l’antica Teate. Che, mai come nel giorno dell’Epifania, mette in vetrina i suoi gioielli e scopre angoli della città spesso ignorati dai suoi stessi residenti. Intatta, poi, la magia della riproposizione biblica della Natività che cresce in suoni e rumori passando da uno slargo all’altro del centro illuminato dai classici tripodi. Al silenzio surreale di piazza Umberto I, punto d’ingresso al Presepe vivente, fa da contraltare il convulso vociare di piazza Malta dove il circolo giovanile di Santa Barbara, della parrocchia di San Francesco Di Paola, ha fatto rivivere la scena del Censimento. A pochi passi di distanza, sempre nella tradizionale piazza della verdura, il gruppo Bruno Di Primio ha ricreato, invece, una guarnigione romana con tanto di soldati a cavallo. Calda e accogliente la Capanna della Natività allestita dalla parrocchia del Sacro Cuore a Porta Pescara e animata dal piccolo Simone Balocchi, di appena quattro mesi, da Lucia Di Federico, la Madonna, e da Giuseppe Di Federico, il San Giuseppe. Entusiasta l’arcivescovo Bruno Forte, intento a dispensare le benedizioni. Ha portato i suoi saluti, l’arcivescovo Edoardo Menichelli nominato cardinale da Papa Francesco.

