Il presidente radiato: «Sono innocente»

Il numero uno della Pallavolo Teatina annuncia ricorso, ma non entra nel merito delle accuse
CHIETI. Annuncia ricorso, ma non entra nel merito delle accuse. Il giorno dopo la radiazione, il presidente della Pallavolo Teatina Simon Brunn-Schulte Wissing, 37 anni, prende posizione attraverso il suo legale, l’avvocato Antonio Pimpini. Il tribunale federale della Fipav (Federazione italiana pallavolo) non ha reso note le motivazioni che hanno portato alla sanzione, la più pesante prevista nel mondo sportivo: il documento, firmato dal presidente della sezione, l’avvocato Massimo Rosi, è coperto da omissis. La Pallavolo Teatina milita nel campionato nazionale di serie B1 femminile (girone D).
«Simon Brunn», scrive Pimpini in una nota, «è stato condannato con la sanzione più grave del diritto sportivo non per aver commesso un fatto, ma per il disdoro che il semplice sospetto di averlo commesso potesse arrecare alla pallavolo. Sino a quando la giustizia sportiva agirà senza rispettare la regola basilare del diritto dell’effettivo accertamento della responsabilità del tesserato, il concetto di giustizia sarà applicato in modo farisaico e resterà una mera chimera». L’intervento dell’avvocato Pimpini prosegue così: «Brunn ribadisce di essere totalmente estraneo da qualsiasi addebito e preannuncia il doveroso appello, riservando, altresì, ogni futura azione nei confronti di chi lo ha calunniosamente coinvolto in episodi dai quali è totalmente estraneo. La migliore prova della sua innocenza resta, in ogni caso, la realtà quotidiana del suo agire, che mai si è discostata dall’amore per la pallavolo e dal rispetto per le atlete, i genitori, la società sportiva e in generale dal corretto agire».
Brunn, ex giocatore, è un personaggio molto noto negli ambienti sportivi della città. Stando all’organigramma della Pallavolo Teatina, allena anche le formazioni giovanili under 14 e under 16. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

