Il prete dà buca al sindaco Sfuma la pace tra i due

ROCCA SAN GIOVANNI . Fissa ora e luogo dell’incontro riappacificatore con il sindaco Gianni Di Rito ma, alla fine, non si presenta. Don Vittorio Di Domenicantonio, parroco di San Matteo, mercoledì...
ROCCA SAN GIOVANNI . Fissa ora e luogo dell’incontro riappacificatore con il sindaco Gianni Di Rito ma, alla fine, non si presenta. Don Vittorio Di Domenicantonio, parroco di San Matteo, mercoledì mattina non si è presentato a quell’incontro voluto da entrambi. E la querelle tra i due, moderni don Camillo e Peppone, si alimenta di un nuovo episodio. L’occasione è data dalla richiesta da parte del gruppo anziani di Rocca della scalinata della chiesa e della croce per poter svolgere la Via Crucis in vernacolo abruzzese, che si organizza ormai da sei anni ed è in programma il mercoledì santo nel piccolo borgo. Una terza persona si pone come paciere convincendo i due ad una riappacificazione dopo anni di incomprensioni. Ma alla fine il risultato è peggiore. «Chiedo chiarezza su questo episodio che mi ha trasmesso molta amarezza», commenta il sindaco Di Rito, stanco della tensione che si respira da anni in paese, «si era giunti a un incontro chiarificatore, in un orario consono ad entrambi. Scelto anche il luogo, il municipio. E invece di don Vittorio si sono perse le tracce. Anzi mercoledì sera i muri e i locali pubblici sono stati tappezzati con un documento a firma del sacerdote, dove si denigra la mia figura». È rammaricato Di Rito all’indomani dell’accaduto, dopo un’apertura a “deporre le armi”, anche per il bene della comunità, che certamente non trae vantaggio da questo clima di tensione che regna a Rocca. Dal volantino, diffuso anche tramite Whatsapp, a firma di don Vittorio, si legge: «Con la presente si vuole informare i parrocchiani di un episodio increscioso che ha coinvolto la nostra comunità. Il tramite mi riferisce l’intenzione che lui (il sindaco, ndc) mi vuole incontrare. Io accetto, ma lui pretende orari e luogo da decidere da solo. Questo atteggiamento infantile è solo un pretesto, in realtà la volontà di riconciliarsi non c’è». «Non è affatto così», ribatte il primo cittadino, «io per impegni lavorativi ed istituzionali ho dovuto fornire la mia disponibilità e ho voluto come posto per chiarire il Comune, perché a quell’ora sono a disposizione dei cittadini. Nel volantino si denigra la mia immagine. Dopo tante trattative e mediazione, l’appuntamento tra di noi era stato fissato, ma lui ha dato forfait. Quando è stato contattato don Vittorio ha dapprima espresso il suo diniego, poi ripensando ai rapporti che si erano riallacciati dopo la festa di Carnevale, ci ha ripensato e ha dato la sua disponibilità, ma con precise richieste a livello organizzativo. Dice che io per due volte non sono riuscito ad allontanarlo dalla comunità, ma non ho mai chiesto il suo allontanamento. Ho solo auspicato che la mia comunità avesse una guida spirituale meno protesa alla critica e più al fare».
Linda Caravaggio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

