«Il primo messaggio: andate a votare»

14 Dicembre 2014

CHIETI. Dopo quindici giorni di campagna elettorale frenetica, il candidato Marco Marino dice di iniziare ad accusare una certa stanchezza. Non è stato comunque questo un motivo sufficiente per farlo...

CHIETI. Dopo quindici giorni di campagna elettorale frenetica, il candidato Marco Marino dice di iniziare ad accusare una certa stanchezza. Non è stato comunque questo un motivo sufficiente per farlo stare fermo nel corso dell’ultima giornata prima del voto. «Ho trascorso questo sabato incontrando i cittadini», ha detto, «parlando con loro e cercando di arrivare a coinvolgere il numero massimo possibile di persone in questa competizione elettorale». E in fondo le primarie, al di là del risultato, per una coalizione o un partito servono anche e soprattutto a questo: al coinvolgimento dell’elettorato. «É proprio così», conferma il candidato, «il nostro primo messaggio è stato quello di andare a votare. E poi, ovviamente, ho spiegato anche il mio programma e ho cercato di dare a tutti quelli con cui ho parlato quanto meno la possibilità di farsi un’opinione su chi sono e soprattutto su cosa voglio fare se verrò eletto sindaco di questa città».

Tutta la giornata, dunque, spesa ancora tra la gente, a cercare di convincere elettori e non della bontà delle proprie tesi e delle proprie idee. Anche per lui, come per l’amico-avversario Luigi Febo, c’è stata un break per permettere la realizzazione dell’intervista televisiva fissata con Rai 3, e poi avanti così fino a sera tardi. Questa mattina Marino ha già stabilito che si recherà a votare alle 10 al seggio allestito nel quartiere Filippone, in via San Camillo De Lellis 136. Poi, anche lui come Febo, trascorrerà la maggior parte della domenica in famiglia. «Quando sono direttamente interessato in una elezione come accade in questo caso, non amo farmi vedere troppo in giro e andare di seggio in seggio», spiega, rivelando gran parte di quella natura un po’ schiva che lo contraddistingue da sempre. «Certo una puntatina in tutti i seggi me la dovrò fare comunque», aggiunge, «almeno per passare a salutare gli amici. C’è da ricordare che i presidenti di seggio li abbiamo scelti noi, sia io che Febo, e dunque sono tutti amici. Loro, come pure gli scrutatori, in fondo stanno lavorando e prestando la loro opera per il bene della coalizione e del nostro partito. Noi ne coglieremo i risultati». (a.i.)

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