Il procuratore: «È sconcertante»

28 Ottobre 2020

Il colonnello Fiore: l’inchiesta non offusca l’enorme lavoro di tantissimi medici

CHIETI. «È seriamente sconcertante aver scoperto che i dispositivi medici non solo venivano acquistati senza un bando di gara ma anche dissipati di proposito per gonfiare gli acquisti. In questo modo sono state favorite alcune aziende creando un aggravio di spesa di decine di migliaia di euro a carico dei contribuenti». Così il procuratore capo Francesco Testa commenta gli arresti scattati nell’inchiesta sulla sanità teatina. «Abbiamo svelato un fenomeno di corruzione sistemica», dice il colonnello Serafino Fiore, comandante provinciale della guardia di finanza di Chieti. «Il tutto si è concretizzato anche per l’inerzia della governance della Asl teatina nel corso di questi anni, perché non ha mai bandito una gara pubblica per le esigenze di Cardiochirurgia. Soltanto l’anno scorso è stato fatto un nuovo bando per un valore complessivo di oltre 3 milioni e 700mila euro: l’ultimo risaliva al 2009. Per ricostruire il fenomeno di corruzione sistemica abbiamo ricevuto una fattiva collaborazione da parte del neo direttore generale Thomas Schael. La gravità dei fatti accertati non deve assolutamente inficiare l’enorme e straordinario servizio, in termini di spirito di sacrificio e di dedizione, che i tantissimi medici e infermieri stanno svolgendo in questi mesi di grave emergenza sanitaria. Non possiamo parlare di malasanità in generale, perché le condotte disdicevoli sono circoscritte a un’Unità operativa complessa del policlinico di Chieti e ai rapporti illeciti riguardanti il primario e alcuni imprenditori». (g.let.)