Il prof assenteista attacca: no all’esame dei testimoni

30 Marzo 2019

L’inchiesta interna all’ateneo, il docente che non fa lezione da tre anni si difende «Il collegio di disciplina non può sentire insegnanti e personale, stop al procedimento» 

CHIETI. Il docente di Fisioterapia della d’Annunzio, accusato di gravi irregolarità in università, passa al contrattacco. Giovedì scorso in ateneo è arrivata la memoria difensiva affidata a un importante studio legale barese, quello di Pierfrancesco Zecca. A firmarla è Zecca in persona, avvocato e docente del Diritto del lavoro. L’avvocato prima bacchetta il collegio di disciplina della d’Annunzio e poi passa al contrattacco. Oltre a chiedere i nomi dei 29 studenti che accusano il suo assistito, chiede di sapere quali sono, nel dettaglio, le accuse mosse contro il docente, a suo dire non chiare, e infine chiede la revoca delle audizioni dei testimoni, già fissate dal collegio presieduto da Luigina Cellini.
I TESTI NON VANNO SENTITI. Secondo l’avvocato pugliese il collegio di disciplina, convocato dal rettore Sergio Caputi dopo la denuncia dei 29 studenti, non ha il potere di ascoltare i testimoni che ha già convocato. Scrive Zecca: «Non è dato leggere alcuna disposizione normativa che attribuisca al collegio disciplina il potere di procedere ad audizioni orali di soggetti che non siano né il rettore, o suo delegato, né il professore sottoposto ad azione disciplinare, né i denuncianti». L’aver fissato l’audizione è motivo, per il difensore, di «grave ennesimo vizio della procedura» e anche di nullità della stessa. E dunque, conclude l’avvocato, il collegio dovrebbe annullare l’audizione in autotutela.
DI COSA LO ACCUSATE? Per la difesa c’è, inoltre, un altro grave problema che vizia l’intera procedura: non riesce a capire di cosa viene esattamente accusato il prof. Il rettore ha inviato al docente sotto accusa l’esposto del 18 gennaio scorso, firmato da 29 studenti di Fisioterapia, in cui si parla di gravi irregolarità nello svolgimento delle attività che spettano al docente, accuse che si estendono anche al comportamento di una docente che non avrebbe più avuto titolo di stare a Fisioterapia, non avendo più contratto con la d’Annunzio, e che invece era sempre lì. Salvo sparire dopo la denuncia. Gli studenti accusano anche il professore di non presentarsi a lezione: «Ci risulta», scrivono nella denuncia, «che sia solito non presentarsi mai direttamente a lezione nel corso dell’intero triennio». Nelle cinque pagine dell’esposto gli studenti fanno riferimento a vicende dettagliate. Ma Zecca torna a chiedere «quale sia la contestazione di addebito mossa e su quale circostanza di fatto la contestazione sarebbe basata, nonché quali siano i documenti posti alla base di quella contestazione».
FUORI I NOMI. L’esposto dei 29 studenti, dunque, non risulta abbastanza dettagliato per la difesa che, d’altronde, continua a considerarlo «anonimo». Visto che non è riuscita a ottenere dal collegio i nomi dei firmatari. Un atto che «lede e limita il diritto di difesa», rimprovera l’avvocato, motivato dal collegio in maniera «gravemente errata e viziata, meramente apparente e comunque incompleta», conclude il difensore.
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