Il prof chiede chi lo ha denunciato

23 Marzo 2019

Il docente vuole sapere i nomi dei ragazzi che lo accusano, ma l’ateneo tira dritto

CHIETI. Il docente del corso di laurea di Fisioterapia chiede di conoscere i nomi degli studenti che lo hanno accusato di assenteismo e di altre irregolarità, dovute in particolare a una docente non più in servizio alla d’Annunzio. Ma l’ateneo tira dritto e apre il procedimento disciplinare a suo carico.
Sulla bufera scoppiata a Fisioterapia dopo l’esposto di 29 studenti, si è riunito ieri il Collegio di disciplina della d’Annunzio presieduto da Luigina Cellini e composto da Marco Dolci, Adriano Ghisetti Giavarina, alla presenza del capo area dell’ufficio legale Antonio D’Antonio che ha verbalizzato la seduta. La riunione è servita a esaminare la memoria difensiva del professore, firmata dall’avvocato Pierfrancesco Zecca. Il difensore ha sollevato una serie di eccezioni preliminari che il collegio ha rigettato, ritenendole infondate, aprendo così formalmente il procedimento disciplinare.
Zecca, nel sollevare le eccezioni, ha insistito sulla «nullità e irregolarità del procedimento disciplinare», sulla «violazione del diritto di difesa», anche a causa del «parziale accesso agli atti istruttori», non avendo potuto vedere i nomi dei 29 studenti che hanno denunciato il docente e la collega. Senza queste informazioni, ha argomentato il difensore, non ci si può difendere in maniera circostanziata. E dunque verrebbe meno il diritto alla difesa, assicurato per statuto. Nella memoria difensiva viene infatti sottolineato che «manca la sottoscrizione della segnalazione pervenuta al rettore in forza di cui è stato avviato il procedimento disciplinare. La mancata identificazione dei soggetti denuncianti impedisce di constestualizzare le molteplici circostanze oggetto di denuncia, non consentendo di operare la individuazione dei fatti stessi e comunque una corretta e completa ricostruzione dei fatti».
L’esposto, però, non è anonimo. Le 29 firme sono state consegnate al rettore Sergio Caputi. Replica, infatti, il Collegio di disciplina: «In ordine al lamentato pregiudizio alla difesa per non avere avuto l’incolpato completo accesso agli atti del procedimento e in particolare alle firme dei denunciati, diverse volte il rettore ha spiegato al professore come tutti i fatti e le circostanze riportati nella contestazione fossero sufficientemente precisi e circostanziati apparendo, pertanto, ininfluente la conoscenza dei sottoscrittori ai fini dell’esercizio del diritto di difesa. Né il Collegio ritiene di discostarsi da tale ragionamento fin tanto che il docente non specificherà in concreto qual è l’utilità a fini difensivi di conoscere i nominativi dei sottoscrittori». E dunque quei nomi restano segreti. (a.i.)