Il prof va contro il Tar: «Falsità sulla sentenza»

18 Aprile 2018

L’incarico da ricercatore conteso, entro tre mesi nuova selezione all’ateneo Maturo: mio padre non c’entra, ho vinto per i meriti grazie a 48 pubblicazioni

CHIETI. «Un tentativo di gettare ombre sul concorso sfruttando un cognome, di influenzare i giudici e di distogliere l’attenzione dal merito». Dopo l’annullamento del concorso per un posto da ricercatore di Statistica nel dipartimento di Economia aziendale dell’università d’Annunzio, arriva la presa di posizione del vincitore, il docente Fabrizio Maturo, che contesta la sentenza del Tar. Maturo, figlio di un ex prof della d’Annunzio, aveva vinto la selezione bandita nel 2016 dall’amministrazione dell’ex rettore Carmine Di Ilio con un punteggio di 70,86 a fronte del 60,97 attribuito alla ricorrente, la titolare di un assegno di ricerca, Agnese Rapposelli. Ora, la sentenza ha ordinato «una nuova valutazione comparativa dei candidati» attraverso una «diversa commissione». La d’Annunzio ha 90 giorni di tempo per «eseguire» l’ordine del Tar. Ma la difesa del prof, con l’avvocato Pietro Chimisso, potrebbe fare ricorso al Consiglio di Stato e bloccare i termini.
La decisione di fare appello contro la sentenza o di aspettare la nuova selezione non è stata ancora presa. Ma, di certo, Maturo non accetta la decisione del Tar: «La sentenza», spiega la difesa, «si adagia totalmente sulle posizioni della ricorrente tant’è che ne ripete anche gli errori e le falsità che risultano nel nostro controricorso che, però, i giudici non hanno affatto preso in considerazione». Tra i presunti errori contenuti nella sentenza, afferma la difesa, c’è quello relativo al padre di Maturo: la sentenza dice che Antonio Maturo, ex docente di Matematica della d’Annunzio in pensione dal 2015, sarebbe stato anche «preside della facoltà di Scienze sociali» e sarebbe ancora in servizio con incarichi nello stesso dipartimento di Economia aziendale. «Maturo non è mai stato preside e non svolge più incarichi universitari», ribatte la difesa sconfessando la sentenza. Che però rigetta ogni ipotesi di «conflitto d’interessi» riguardo alla parentela sollevata dalla Rapposelli: per i giudici, il padre del prof non avrebbe potuto influenzare la commissione.
La sentenza mette in discussione, invece, la valutazione dei titoli fatta dalla commissione: per i giudici, la commissione non sarebbe stata «equilibrata». E nelle 24 pagine si parla anche di «illegittima inclusione» tra i titoli di Maturo di un progetto di ricerca fatto con un’università della Repubblica Ceca conseguito «dopo la scadenza della domanda di partecipazione». Ma le date dicono che quel titolo sarebbe regolare in quanto conseguito il 3 marzo 2017 e, quindi, precedente alla chiusura del bando successiva al 7 marzo. «Maturo ha vinto il concorso per i suoi meriti e vanta ben 48 pubblicazioni, il curriculum è disponibile anche su Internet», dice la difesa. Maturo, con un ricorso incidentale, sottolinea che la ricorrente avrebbe presentato una «falsa dichiarazione» e si sarebbe «erroneamente dichiarata autrice» di una pubblicazione: il Tar ha bocciato il ricorso incidentale.