Il professor Sabatino resta ai domiciliari

Il Gip respinge l’istanza di revoca della misura cautelare. Pronto il ricorso al Tribunale del riesame
CHIETI. Il professor Giuseppe Sabatino resta agli arresti domiciliari. Ieri il gip ha rigettato l’istanza di revoca della misura cautelare. Ma il suo avvocato, Andrea Di Lizio, non si arrende ed annuncia il ricorso al Tribunale del riesame. «Non c’è stata la revoca della misura cautelare anche se il parere del pm Lucia Campo era favorevole».
Giuseppe Sabatino sembrava vicinissimo alla libertà. Da quando sul tavolo del gip (che non è lo stesso che ha firmato il suo arresto ai domiciliari) era arrivata una circostanziata istanza di revoca degli arresti domiciliari.
Sabatino, 64 anni, prossimo alla pensione, primario neonatologo e docente della d’Annunzio, è ai domiciliari per presunte violenze sessuali verso almeno 8 madri di neonate (scene riprese con telecamere nascoste dai carabinieri del Nas) e tangenti per 20mila euro, anch’esse presunte, ricevute o promesse da quattro informatori o dirigenti delle società Dicofarm e Mellin, finiti agli arresti in casa come il prof, per favorire la prescrizione di vitamine e latte in polvere. Ma a distanza di due settimane dall’arresto del primario, avvenuto il 15 luglio scorso, le esigenze cautelari sarebbero cessate. Così in sintesi ha sostenuto il difensore, Di Lizio, nell’istanza di revoca della misura cautelare. Sabatino infatti è stato, nel frattempo, sospeso dal doppio incarico di primario e docente dell’Ateneo e questo, per la difesa, avrebbe potuto escludere la possibilità, in ipotesi, di ricommettere reati dello stesso tipo. Così come i video che, per l’accusa, documentano le presunte violenze escludono allo stesso tempo il pericolo di inquinamento delle prove.
Terzo motivo alla base dell’istanza rigettata che riguardava lo stato di salute del primario che nei giorni scorsi aveva ottenuto dal gip il permesso di recarsi a Roma per particolari cure mediche. (y.f.)
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