Il profugo in carcere: non so perché l’ho fatto

Sparatoria a Fossacesia: il 28enne sentito con l’interprete. “Noi con Salvini”: situazione insostenibile
LANCIANO. «Non so perché l’ho fatto. Non so dare una spiegazione». Sono le uniche frasi pronunciate in inglese -presente un interprete- da Jaw Tabiri Isaac, 28 anni, profugo ghanese durante la convalida dell’arresto. L’uomo è nel carcere di Villa Stanazzo accusato di tentato omicidio, lesioni e resistenza a pubblici ufficiali, danneggiamento aggravato, porto abusivo di armi e minacce. Venerdì mattina ha terrorizzato gli automobilisti lungo la Statale 16 impugnando due coltelli e dicendo che aveva una cintura esplosiva. Ha preso a sassate e distrutto tre auto dei carabinieri accorsi per fermalo. Ha lottato con un militare riuscendo a prendere la pistola d’ordinanza caduta nella colluttazione. A quel punto un carabiniere ha sparato e lo ha ferito ad una gamba. Ferito di striscio da una pallottola anche il comandante dei vigili di Fossacesia, Fiorenzo Laudadio. L’arresto è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa. Alla presenza del pm Rosaria Vecchi, dell’avvocato Pierluigi Petragnani e di un interprete il profugo ha detto solo di non saper spiegare quanto accaduto.
«Cosa deve ancora accadere per capire che questa invasione è ormai insostenibile?», commentano Antonio Peschi e Nicola Campitelli di Noi con Salvini, «piena solidarietà a chi fugge da guerre ma tolleranza zero per chi viene nel nostro Paese come clandestino, soprattutto se non ha intenzione di rispettare le nostre regole. Non esistono ragioni valide per un tale comportamento. La cosa è ancor più grave se si pensa che in questo territorio si sta assistendo al continuo taglio di servizi essenziali, dalla sanità alla scuola, e allo stesso tempo dobbiamo però mantenere questa gente. Le forze dell’ordine non possono essere sottratte dalla lotta alla criminalità e dal garantire la sicurezza ai cittadini che pagano le tante tasse». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

