Il pugile arrestato: «Mi sono solo difeso»

8 Giugno 2022

Il giudice interroga Luca Spinelli, 31 anni, ai domiciliari per il pestaggio avvenuto durante la movida

LANCIANO. «Ho reagito per legittima difesa: non sono un violento». Luca Spinelli, il pugile di 31 anni di Sant’Eusanio del Sangro arrestato dai carabinieri di Fossacesia per il pestaggio selvaggio avvenuto durante la movida alla Marina, lo ha ripetuto più volte davanti al giudice di Lanciano Massimo Canosa nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Lo stesso giudice che, la scorsa settimana, ha disposto nei confronti dell’indagato i domiciliari ritenendo sussistenti i «gravi indizi di colpevolezza», anche alla luce del racconto dei testimoni e delle gravi lesioni riportate dalla vittima, uno studente lancianese di 19 anni, che ha avuto oltre 40 giorni di prognosi ed è stato addirittura operato a causa delle fratture alla mandibola.
Ora il giudice dovrà decidere sulla richiesta del difensore dell’indagato, l’avvocato Roberto Crognale, di revocare la misura cautelare.
Ecco la versione fornita da Spinelli, due giorni fa, davanti al giudice: «Quella sera sono stato avvicinato più volte da questo ragazzo che non ho mai conosciuto prima. Lui era visibilmente ubriaco e ha assunto, sin da subito, un atteggiamento di sfida nei miei confronti. Io ero reduce da un doppio turno di lavoro nel locale sul lungomare in cui faccio il cameriere ed ero andato a trovare mia cugina alla fine della mia giornata lavorativa. Ho salutato mia cugina e mi sono intrattenuto con un altro ragazzo che si trovava nel locale quando, all’improvviso e senza nessuna ragione apparente, si è avvicinata a me questa persona che era in preda ai fumi dell’alcol, mettendo il suo viso vicino al mio a mo’ di sfida e iniziandomi a spintonare. Ho chiesto al ragazzo di lasciarmi in pace ma, vedendo che lui non la smetteva, ho deciso di allontanarmi dal locale in cui mi trovavo. Quando sono uscito, mi sono incamminato verso l’auto nella quale mi aspettavano due amici, che nel frattempo erano venuti a riprendermi, e con la coda dell’occhio mi sono accorto che due persone mi stavano seguendo. Quando queste due persone mi hanno raggiunto, uno dei due ha iniziato a spintonarmi. Mi sono girato e ho visto che uno dei due era lo stesso che nel locale mi stava dando fastidio. A quel punto, gli ho chiesto di smetterla avvertendolo che se continuava così le cose potevano mettersi male. Il ragazzo in questione ha provato a sferrarmi un pugno sul viso che sono riuscito a schivare. Impaurito per la mia stessa incolumità, ho reagito e, a mia volta, ho colpito questo ragazzo che è immediatamente caduto a terra. Non ho sferrato alcun calcio e non avevo motivo di infierire quando è caduto per terra. Non voglio essere descritto come un soggetto violento che picchia le persone senza un motivo. Ho reagito solo per la mia stessa incolumità e per legittima difesa». (g.let.)
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