Il pugile Urbano da parte lesa ad accusato

Vasto, la lite di Natale finita nel sangue: l’uomo è indagato per l’aggressione ai danni della cognata
VASTO. Da parte lesa ad accusato. Il pugile Domenico Urbano deve difendersi oggi, davanti al giudice monocratico del tribunale di Vasto, dall’accusa di lesioni aggravate nei confronti della cognata Anna Malatesta, la moglie di Francesco Orticelli, lo stesso uomo che lo ferì gravemente con un coltello. Il giorno di Natale del 2017, stando alle accuse, prima che venisse ferito alla gola dal cognato, Urbano avrebbe picchiato Malatesta. Un anno fa il giudice di pace, davanti al quale il pugile era comparso per rispondere del reato di lesioni, visti i referti medici della donna, aveva ritenuto che le lesioni fossero aggravate e quindi di competenza del tribunale. Il referto della donna parla di setto nasale rotto e traumi al volto. La documentazione medica descrive le ferite riportate dalla donna al viso. All’accusa di lesioni aggravate si aggiunge anche quella di minacce. Di qui, la nuova appendice in Procura.
Urbano, che rischiò di morire dopo la violenta lite familiare, oggi fornirà la propria spiegazione. Il cognato per averlo ferito è stato condannato a 4 anni e 8 mesi. Orticelli ha sempre dichiarato però di aver colpito il pugile per difendere la moglie e se stesso.
«I referti medici prodotti da Anna Malatesta», dice l’avvocato Antonello Cerella, che rappresenta la donna, «confermano che Orticelli era stravolto dalla vista della moglie stesa per terra e sanguinante». Una versione supportata dalla denuncia fatta dalla moglie di Orticelli ai carabinieri nei confronti di Urbano per minacce e lesioni aggravate. «Malatesta», prosegue Cerella, «ha avuto bisogno delle cure ospedaliere. È stata colpita ripetutamente al volto e ha riportato un trauma cranico e la frattura del setto nasale. La denuncia della donna è supportata dalle immagini del suo volto tumefatto». (p.c.)

