Il quadro dei Magi torna in cattedrale
L’opera del 1500 restaurata grazie ai Club service della città Da ieri è a San Giustino. Parla la restauratrice Dittmar
CHIETI. Torna a nuova luce la preziosa tela dell’Adorazione dei Magi esposta nella cattedrale di San Giustino. Da sempre custodita nella parte sinistra della chiesa, proprio accanto all’entrata principale, il quadro datato fine secolo XVI aveva assoluto bisogno di restauro. Ma il parroco della cattedrale, don Nerio Di Sipio, non ha potuto far altro che lanciare un appello alla città affinché adottasse la tela e provvedesse al restauro. All’appello hanno risposto tutti i club service di Chieti, che ieri pomeriggio con una piccolaa cerimonia hanno riconsegnato la tela alla cattedrale. Oltre a don Nerio erano presenti l’arcivescovo Bruno Forte, la restauratrice Cornelia Dittmar, il sovrintendente alle Belle Arti Sergio Caranfa e lo storico dell’arte Marco Vaccaro, oltre ai presenti e affiliati dei club. Queste le associazioni che hanno partecipato: Inner Wheel presieduto da Magnolia Borra, Lions Chieti Host con Paolo Ciammaichella, Lions I Marrucini con Federica Panara, Leo Club Chieti con Francesca Obletter, Kiwanis Pescara con Delia Verna, Kiwanis Chieti - Pescara con Nina Guarini, Kiwanis Theate con Anna Maria Borgonsoli, Kiwanis Young Professional con Manuel Carlo Pantalone, Rotary Chieti con Eugenio Di Caro, Rotary Chieti Ovestcon Palmo Cotugno, Rotary Chieti Maiella con Francesco Bascietto, Rotaract Chieti con Francesca Forcucci, e Soroptimist Chieti con Francesca Pucci.
«Si tratta di un dipinto di grande bellezza e notevole importanza storico-artistica», ha detto la restauratrice, «custodito nella cattedrale di San Giustino ma proveniente da altra chiesa, forse da S. Andrea degli Zoccolanti. L'opera raffigura l'adorazione dei Magi. I tre re si incolonnano nella metà destra del dipinto, con alle loro spalle due stallieri che reggono i cavalli; sullo sfondo, davanti ad un paesaggio montuoso con borghi turriti, si vede avvicinarsi il loro seguito di persone e cammelli. Una colonna divide il dipinto verticalmente e regge la precaria tettoia sotto la quale siedono a terra la Vergine con il bambino e San Giuseppe per ricevere i doni dei re. Un vecchio barbuto si appoggia sulla base della colonna e conversa con un giovane dietro di lui. Nel cielo notturno brilla la stella cometa. Al centro in basso è raffigurato lo stemma dei Ramignani - Piccolomini, probabili committenti del dipinto».
Il restauro è venuto a costare quasi 8.000 euro. (a.i.)
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