Il questore blinda la movida: maxi controlli in locali e piazze

26 Ottobre 2020

Presidiati i luoghi del divertimento: verifiche in 15 bar e pub, 72 persone identificate, una sola multa In campo polizia, carabinieri, agenti della municipale e finanzieri: piena collaborazione dei cittadini

LANCIANO . Movida blindata dopo l’aggressione ai danni di un diciottenne nell’area dell’ex stazione ferroviaria. Carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia locale sabato sera hanno presidiato i principali luoghi di ritrovo giovanili. Controllati 15 esercizi commerciali e 72 persone, elevata una sola sanzione a un locale che ha disposto i tavolini fuori dal perimetro assegnato.
Il servizio straordinario di vigilanza è predisposto dal questore di Chieti, Annino Gargano. L’obiettivo principale è quello di verificare il rispetto delle normative anti-Covid sugli assembramenti e le modalità di gestione degli esercizi commerciali. Ma anche dare un segnale dopo il gesto di violenza che ha portato Lanciano alla ribalta nazionale. E a una settimana dall’aggressione l’osservata speciale è l’ex stazione, ripulita da bottiglie vuote e degrado. Presidiata da auto e personale interforze, che dalle 20 all’1 vigilano sulla movida lancianese. Una trentina le forze messe in campo, in particolare da carabinieri e polizia, rispettivamente con rinforzi dalle stazioni del circondario e dall’anticrimine di Pescara.
Militari, agenti in divisa e personale in borghese si mischiano alla folla del sabato sera. Ultima occasione per la movida, viste le ulteriori restrizioni decise dal governo che entrano in vigore da oggi. In giro, tuttavia, c’è meno gente rispetto ad altre sere. Tavolini liberi lungo corso Trento e Trieste, quasi deserti i Viali con il chioschetto dei panini che chiude in anticipo. Si respira un clima diverso. Mentre i più grandi stazionano nei locali del centro, i più giovani si muovono in gruppi, alla ricerca di un luogo dove appartarsi, senza spendere soldi nei locali. Questo era diventata l’area dell’ex stazione, alcune file di binari dismessi tra cui sedersi, luci fioche per consumare alcolici acquistati nei supermercati e qualche canna. I cartelli di divieto di accesso contano zero davanti a sbarre alzate e ingressi non recintati. Qualcuno prova a radunarsi lì per una sigaretta e due chiacchiere. Ma subito arriva la polizia: «Ragazzi non potete stare qui, è un’area privata». Alle 22.30 le forze dell’ordine si concentrano in piazza Plebiscito. Ci sono anche il vice dirigente del commissariato, Mario Di Giuseppe, il comandante del Norm, Giuseppe Nestola, e il vice comandante dei vigili, Maurizio Mucciante. C’è un’allerta assembramenti: tavolini fuori posto e troppi ragazzi in piedi che, alla vista delle divise, sciamano via. Il titolare approfitta per chiudere anticipatamente.
«C’è stata piena collaborazione dei gestori degli esercizi commerciali e degli avventori», registrano le forze dell’ordine, «il contenimento dei contagi è uno scopo comune». A mezzanotte calano le saracinesche di bar e locali, i giovani restano in strada a provare ad allungare la serata. La movida si va spegnendo.