Il questore: «I cittadini erano preoccupati»

14 Aprile 2022

Annino Gargano: «È stata fermata la vendita “al minuto” di stupefacenti nel salotto buono della città»

CHIETI. «Si tratta di un’operazione di polizia giudiziaria dal duplice significato. Da un lato, infatti, ha consentito di bloccare lo spaccio diffuso “al minuto” di varie sostanze stupefacenti in pieno centro storico. Dall’altro lato, l’intervento di oggi ha evitato che questo fenomeno, in cui erano coinvolti numerosi giovani, potesse assumere contorni pericolosi e allarmanti nel salotto buono della città». Così il questore Annino Gargano commenta il blitz della squadra mobile sfociato in arresti e perquisizioni dopo mesi di intercettazioni telefoniche, appostamenti e sequestri. «Io stesso», racconta il questore, «ero stato fermato in strada da cittadini preoccupati perché a conoscenza di episodi di spaccio spesso avvenuti alla luce del sole. “Esserci sempre”, lo slogan scelto per celebrare anche il 170esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, trova vera ragione solo se attuato, nelle strade come nelle piazze e in tutti gli altri luoghi del nostro territorio, in qualunque momento e al massimo delle nostre possibilità, con la capacità di andare incontro alle esigenze dei cittadini. Anche in questo caso, gli uomini e le donne della squadra mobile, sapientemente coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Chieti, hanno dimostrato professionalità e bravura».
Questo, invece, l’intervento del sindaco Diego Ferrara: «Una delle prime cose che abbiamo fatto una volta insediati è stata quella di cercare un contatto diretto con le scuole, sia quelle di competenza comunale, quindi elementari e medie, sia quelle superiori. In questi mesi siamo andati spesso nelle classi a parlare con i ragazzi di vari argomenti, partecipando alle iniziative delle scuole: con gli assessorati alle Politiche giovanili e alle Politiche sociali, ne stiamo mettendo in cantiere alcune per fare prevenzione e per combattere il degrado e il disagio che può derivare dall’esposizione ad alcuni rischi, droga in primis, bullismo, ma anche dipendenze. Attraverso il progetto “scuole sicure”, condotto mirabilmente dalla polizia municipale di Chieti, che proprio quest’anno ha ricevuto un premio nazionale da parte dell’Anci per la buona riuscita del progetto, siamo venuti a contatto con una realtà complicata ma importante da conoscere, il mondo dei giovani, facendo informazione per coinvolgere anche le famiglie. Attraverso le politiche sociali, molta della nostra azione sarà proprio mirata sui ragazzi, per consentire loro di recuperare spazi aggregativi dopo la pandemia, ma soprattutto per dare loro voce attraverso eventi e attività che li coinvolgano direttamente, sport in primis. Purtroppo le marginalità sono tante da combattere e non sempre il Comune riesce ad arrivare a tutte, ma grazie alla rete delle associazioni che si dedicano all’età evolutiva e ai problemi dei giovani, le più gravi sono trattate e in molti casi risolte, specie quando la presenza delle famiglie si fa sentire». (g.let.)
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