Il rammarico del sindaco: «Perdo una delle menti più brillanti della squadra»

Tre anni fa Ferrara aveva scelto l’esponente del Pd per l’incarico tecnico: «Sarebbe da egoisti chiedergli di tornare. Le accuse? Il suo carattere è così»
CHIETI. La giunta di centrosinistra perde «una delle menti più brillanti». A dirlo è il sindaco Diego Ferrara all’indomani del terremoto senza precedenti che ha scosso il Comune. Enrico Raimondi, assessore agli Affari legali, Politiche della casa, Personale e Rapporti con le organizzazioni sindacali si tira indietro e si dimette.
Tre anni fa, era stato proprio il primo cittadino a volere al suo fianco l’esponente del Pd come assessore tecnico: l’avvocato aveva deciso di non candidarsi alle scorse elezioni.
Le dimissioni di Raimondi erano, però, già segnate nell’agenda del primo cittadino. «Dopo una cena con alcuni consiglieri e assessori», racconta Ferrara, «mi aveva confidato che gli impegni professionali del suo studio, le lezioni all’università e un imminente e prestigioso incarico istituzionale, a livello nazionale, gli avrebbero impedito una costante e proficua presenza in giunta. Le dimissioni di Raimondi, quantunque suscitino scalpore, rappresentano l’epilogo condiviso di una serie di riflessioni tra me e lui che procedono da settimane».
Per l’esponente del Pd, la scelta di lasciare Palazzo di città non era più rinviabile: «Ne abbiamo parlato anche sabato pomeriggio incontrandoci con il presidente del consiglio comunale Luigi Febo», continua Ferrara, «avevo posto il problema dell’imminente giunta per il bilancio previsionale stabilmente riequilibrato e altre delibere importanti e quindi invitato a procrastinare le dimissioni. Ma lunedì sera mi ha comunicato di non poter presenziare le prossime giunte per motivi professionali: da lì la decisione necessaria e irrevocabile». La scelta dell’assessore Raimondi non ha turbato, quindi, l’animo del primo cittadino: «Nutro per Enrico stima e affetto che restano immutati», confessa Ferrara, «e gli auguro il meglio, specie a livello professionale, proprio perché ero al corrente che avremmo ricevuto le sue dimissioni».
Ciò che è certo è che l’assenza di Raimondi nella giunta di centrosinistra si sentirà. «Perdo una delle menti più brillanti della mia squadra», commenta Ferrara, «che resterà immutata finché non approveremo il bilancio perché è la priorità per la città».
Raimondi non fa dietrofront sulla sua decisione. E neppure Ferrara non ha intenzione di sollecitarlo: «Sarebbe egoista trattenerlo chiedendogli di sacrificare la sua carriera professionale perché so quanto conta per lui».
Quanto alle accuse – «Bravi a fare i selfie» – che Raimondi aveva indirizzato suoi colleghi, il sindaco risponde: «Fanno parte del suo carattere estroso e goliardico. Nutre sincero rispetto delle altrui professionalità e mai si permetterebbe di offendere i colleghi».
E ora per il sindaco Ferrara è caccia al successore: «Ho necessità di un assessore perché le deleghe sono importanti e non posso gravare sugli altri già in difficoltà». (e.g.)
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