Il rapinatore: soldi rubati per la famiglia

25 Febbraio 2018

CHIETI. Ha ammesso tutto il ventinovenne teatino Gaetano Manzi, accusato di aver rapinato tre parafarmacie a Pescara e una a Chieti, e ha detto di averlo fatto per «la necessità di provvedere ai...

CHIETI. Ha ammesso tutto il ventinovenne teatino Gaetano Manzi, accusato di aver rapinato tre parafarmacie a Pescara e una a Chieti, e ha detto di averlo fatto per «la necessità di provvedere ai bisogni della mia famiglia». Padre di due bimbi piccoli, Manzi, con precedenti alle spalle e un difficilissimo passato alle spalle, ha detto di non riuscire più a trovare lavoro. Ha anche precisato che nella rapina del 13 febbraio alla parafarmacia di via Venezia a Pescara, non ha mai impugnato un coltello, ma si è limitato a chiedere i soldi. La altre rapine che gli hanno valso il titolo di “rapinatore seriale di parafarmacia” sono state portate a termine due il 19 febbraio (la prima sempre nell’attività di via Venezia a Pescara, l’altra nella parafarmacia Teate in via Papa Giovanni a Chieti) e il 22 febbraio a piazza Sant’Andrea a Pescara.
Il ventinovenne, assistito dall’avvocato di fiducia Monica D’Amico, del foro di Chieti, è comparso ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha applicato nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere sino a che non si terrà il processo. Il ventinovenne non uscirà, dunque, dalla cella dove è stato rinchiuso itre giorni fa, quando è stato arrestato dai poliziotti della Squadra mobile di Pescara. Decisive sono state le immagini delle telecamere a circuito chiuso dell’ultimo negozio rapinato, che lo hanno ripreso con chiarezza mentre entrava e poi infilava le mani nella cassa.
In tanti si sono inoltre ricordati della sua cadenza meridionale (è originario di Caserta) e dei tre tatuaggi a stella sul polso.(a.i.)
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