Il referendum costa alla città 65mila euro
ORTONA. Sul referendum costituzionale Ortona ha già una prima risposta: che vinca il sì o che vinca il no il Comune sborserà 65mila euro per la tornata elettorale referendaria del 4 dicembre. È...
ORTONA. Sul referendum costituzionale Ortona ha già una prima risposta: che vinca il sì o che vinca il no il Comune sborserà 65mila euro per la tornata elettorale referendaria del 4 dicembre.
È questo l'impegno di spesa determinato da Palazzo di città che verrà successivamente rimborsato dallo Stato per circa il 95%, ma nei tempi ancora tutti da stabilire e quasi certamente non prima di un anno. A riprova di ciò basta pensare che il Comune farà la rendicontazione delle spese entro la fine di aprile 2017 e sarà comunicata poi alla Prefettura. A quel punto si tratterà di attendere e probabilmente entro dicembre 2017 le somme verranno rimborsate. Quasi per intero ma non del tutto: una piccola percentuale di risorse necessarie ai fini delle operazioni collegate alla consultazione non saranno rimborsabili.
Nel dettaglio come saranno ripartiti i 65mila euro? La spesa maggiore è sicuramente per il personale e si aggira sui 35mila euro. Tuttavia non si tratta di una cifra esatta ma di una previsione dei costi in relazione ad una parvenza di utilizzo dello straordinario dei dipendenti impegnati nelle operazioni, e in base alle qualifiche di ognuno di loro. Cifre più precise, invece, riguardano gli onorari per i componenti dei seggi elettorali formati da 27 presidenti, altrettanti segretari e 111 scrutatori.
Il totale stimato in questo caso è di 15mila euro, la stessa cifra utile per provvedere ai vari adempimenti come ad esempio il controllo del materiale elettorale. Ed ora, a poco meno di un mese dal referendum, l'attenzione si sposta sulle strutture che ospiteranno i seggi. Si procederà alla verifica delle sedi ed eventualmente alla soluzione dei problemi che dovessero riscontrarsi al loro interno. (a.s.)

